Wall Street accelera: rendimenti in calo e Fed più prudente spingono gli indici oltre l’1%. Ora la parola passa al lavoro USA
Wall Street ha ritrovato improvvisamente forza.
I principali indici americani hanno chiuso ieri con rialzi superiori all’1%, mettendo a segno la seconda seduta consecutiva in positivo e riportando leggermente in territorio positivo anche la prima settimana di settembre.
Il movimento, però, non nasce soltanto dal ritorno degli acquisti sui titoli tecnologici. A cambiare il tono della seduta sono stati soprattutto il calo dei rendimenti obbligazionari e la diminuzione delle probabilità di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.
Ed è proprio qui che, secondo me, si trova la chiave per interpretare ciò che sta accadendo.
Perché oggi arriva un altro test importante: il rapporto sui non-farm payrolls, che potrebbe determinare il tono con cui Wall Street chiuderà questa prima settimana di settembre.
Nasdaq in testa: tutti i principali indici guadagnano oltre l’1%
La seduta è stata nettamente positiva.
Il NASDAQ ha guidato il rialzo con un progresso dell’1,4%, circa 366 punti, chiudendo a 26.584,06 punti.
Molto bene anche il Dow Jones, salito dell’1,18%, circa 624 punti, fino a 53.686,11.
L’S&P 500 ha invece guadagnato l’1,06%, portandosi a 7.747,71 punti.
Il dato interessante è che non stiamo parlando di una singola fiammata isolata.
Tutti e tre gli indici arrivano infatti da due sedute consecutive di rialzo e, considerando le ultime quattro giornate, il NASDAQ guadagna circa lo 0,7%, l’S&P 500 circa lo 0,5%, mentre il Dow Jones si mantiene sostanzialmente stabile con un progresso dello 0,2%.
Non sono ancora numeri tali da poter parlare di una vera inversione del clima di settembre, ma rappresentano certamente un inizio migliore di quanto molti investitori temessero.
Snowflake vola del 16% e trascina il software
Tra i protagonisti assoluti della giornata troviamo Snowflake (SNOW).
Il titolo è balzato di circa il 16% dopo risultati trimestrali decisamente solidi.
La società ha riportato una sorpresa positiva sugli utili vicina al 38%, mentre il fatturato è cresciuto del 35%, arrivando a quasi 1,6 miliardi di dollari.
A questo si sono aggiunte indicazioni incoraggianti sul fatturato futuro.
Il risultato è stato un forte ritorno dell’interesse non soltanto su Snowflake, ma più in generale sul comparto software.
È un aspetto che continuo a considerare importante: in un mercato nel quale le valutazioni rimangono elevate, gli investitori sembrano ancora disposti a premiare in maniera molto aggressiva quelle società capaci di battere le aspettative e, soprattutto, accompagnare i risultati con prospettive convincenti.
Il mercato, però, continua a essere estremamente selettivo.
Lo dimostra Broadcom (AVGO), che ha perso il 2,7% dopo aver fornito previsioni considerate deludenti per il trimestre in corso.
La differenza tra essere premiati e puniti continua quindi a dipendere in larga misura non da ciò che un'azienda ha fatto nel trimestre appena concluso, ma da ciò che il mercato pensa possa fare nei prossimi.
Dell continua a correre: +4,9% dopo il balzo di mercoledì
Merita un discorso particolare Dell Technologies (DELL).
Dopo il balzo di quasi il 16% registrato mercoledì in seguito alla pubblicazione dei risultati, ieri il titolo ha aggiunto un altro 4,9%.
È un movimento che seguo con particolare soddisfazione perché Dell era già entrata nel mio radar prima dell'esplosione del titolo ed era stata inserita tra le società selezionate nelle mie TOP 5 – Le 5 migliori azioni per i prossimi 30 giorni.
È esattamente il tipo di situazione che cerco: individuare una società quando esistono già elementi fondamentali, aspettative e possibili catalizzatori capaci di modificare rapidamente la percezione del mercato, senza aspettare che il movimento sia già avvenuto.
Due sedute consecutive di questa portata confermano quanto velocemente il mercato possa rivalutare un'azienda quando i numeri rafforzano una tesi già interessante.
NVIDIA sale dell’1,8% e continua a costruire il proprio ecosistema AI
Seduta positiva anche per NVIDIA (NVDA), salita dell’1,8% sulla scia dell’acquisizione di Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari.
L’operazione rafforza ulteriormente il posizionamento di NVIDIA nell’intelligenza artificiale.
Il punto, a mio avviso, è proprio questo.
Continuare a considerare NVIDIA semplicemente come un produttore di chip rischia di diventare sempre più riduttivo. La società sta progressivamente costruendo un ecosistema che comprende hardware, software, infrastrutture e strumenti destinati agli sviluppatori.
Ed è proprio questa capacità di ampliare continuamente la propria presenza lungo la catena del valore dell’intelligenza artificiale che continuerò a osservare.
Waller riapre il dibattito sui tassi
Ma il vero catalizzatore della seduta è arrivato ancora una volta dalla Federal Reserve.
Le dichiarazioni del governatore Christopher Waller, membro votante della Fed, sono state accolte molto positivamente dagli investitori.
Waller ha infatti lasciato intendere che il Comitato potrebbe non avere necessariamente bisogno di aumentare nuovamente i tassi nella riunione prevista tra circa due settimane.
Per un mercato che in questo momento desidera soprattutto stabilità sul fronte monetario, è stata musica per le orecchie.
Le sue parole hanno contribuito ad allentare la pressione sui rendimenti obbligazionari e, secondo il CME FedWatch Tool, hanno riportato le probabilità di un rialzo dei tassi verso una situazione sostanzialmente vicina al 50/50.
Ed è probabilmente questo il passaggio più importante della giornata.
Quando i rendimenti scendono, le valutazioni dei titoli growth e tecnologici tornano immediatamente più sostenibili. Non sorprende quindi che il NASDAQ sia stato l’indice migliore della seduta.
Ma personalmente eviterei di considerare risolto il problema.
Il vero appuntamento rimane l’inflazione dell’11 settembre
Esiste infatti una differenza tra ciò che il mercato spera e ciò che i prossimi dati macroeconomici potrebbero costringere la Fed a fare.
Da una parte abbiamo le parole più accomodanti di Waller.
Dall’altra rimangono pressioni legate ai prezzi pagati, alle materie prime agricole, al petrolio e più in generale all’inflazione.
Per questo considero il dato CPI dell’11 settembre uno degli appuntamenti decisivi delle prossime settimane.
Quel numero potrebbe rafforzare la lettura positiva emersa ieri oppure cancellare rapidamente parte dell’ottimismo.
Fino ad allora non mi sorprenderebbe vedere il mercato attraversare una fase caratterizzata da rialzi e correzioni anche significativi, ma ancora all’interno di una zona di consolidamento sotto i massimi storici.
Oggi arrivano i non-farm payrolls
Prima dell’inflazione, però, abbiamo un altro appuntamento importante.
Oggi verrà pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro americano.
Gli investitori vogliono capire soprattutto se la sorprendente perdita di 23.000 posti di lavoro registrata il mese scorso sia stata semplicemente un'anomalia oppure il primo segnale di un rallentamento più significativo dell’occupazione.
Le aspettative indicano per agosto un aumento di poco superiore a 50.000 posti di lavoro.
La Federal Reserve sembra attualmente più concentrata sull’inflazione che sul mercato del lavoro, ma sarebbe sbagliato sottovalutare questo dato.
Un mercato del lavoro che rallenta in maniera ordinata potrebbe infatti ridurre ulteriormente la necessità di aumentare i tassi.
Un deterioramento troppo rapido, invece, aprirebbe un problema completamente diverso: quello della crescita economica.
Ed è per questo che, ancora una volta, non basta guardare se il numero sarà superiore o inferiore alle attese. Bisognerà capire quale storia quel numero racconterà sull’economia americana.
Il mio punto di vista
La seduta di ieri è positiva e non credo vada minimizzata.
Vedere tutti e tre i principali indici salire oltre l’1%, con contemporaneo calo dei rendimenti obbligazionari, significa che il mercato rimane estremamente sensibile alla prospettiva di una Federal Reserve meno aggressiva.
Ma io distinguerei chiaramente tra segnale positivo e conferma definitiva.
Il segnale positivo c'è.
La conferma, secondo me, ancora no.
Abbiamo davanti due passaggi macroeconomici capaci di modificare rapidamente lo scenario: il mercato del lavoro oggi e soprattutto l’inflazione l’11 settembre.
Per questo non credo sia il momento di inseguire indiscriminatamente il mercato dopo una giornata da +1%.
Preferisco continuare a fare quello che sto facendo: osservare le singole aziende e cercare quelle situazioni nelle quali esiste un catalizzatore specifico capace di funzionare anche in un mercato più volatile.
Snowflake ieri e Dell nelle ultime due sedute sono due esempi molto chiari.
Il mercato generale conta, ma in questa fase la selezione dei titoli può contare ancora di più.
L’opinione di Marco Bernasconi
Settembre viene spesso descritto come il mese peggiore dell’anno per le azioni.
Può esserlo. Ma la statistica, da sola, non è una strategia di investimento.
Quello che mi interessa è capire cosa sta realmente cambiando sotto la superficie.
Ieri abbiamo visto rendimenti scendere, aspettative sui tassi modificarsi, tecnologia tornare protagonista e soprattutto una fortissima differenziazione tra le aziende che convincono il mercato e quelle che deludono.
Per me questo è il messaggio più interessante.
Non sto cercando di prevedere ogni oscillazione dell’S&P 500 da qui alla fine del mese. Sto cercando società nelle quali utili, crescita, aspettative, valutazioni e catalizzatori possano creare un'asimmetria interessante tra rischio e opportunità.
Dell rappresenta perfettamente questo principio: l'opportunità era interessante prima della trimestrale; dopo due sedute esplosive, il mercato ha semplicemente iniziato a riconoscerla molto più velocemente.
Ed è proprio in settimane come questa, nelle quali macroeconomia e risultati societari si intrecciano continuamente, che passo dall'analisi generale del mercato alla domanda che per me conta davvero:
dove si trovano oggi le opportunità che il mercato potrebbe riconoscere domani?
Dall’analisi del mercato alla selezione delle opportunità
Ed è da qui che passo, ancora una volta, dall’analisi generale del mercato alla selezione concreta delle opportunità.
Non significa acquistare tutto ciò che si muove. Al contrario: in una fase come questa preferisco concentrare l’attenzione su poche idee, con obiettivi e orizzonti temporali differenti.
1. TITOLO DEL GIORNO
Il mio Titolo del Giorno è la singola società che, secondo la mia analisi, presenta in questo momento una delle combinazioni più interessanti tra qualità, crescita, valutazione e potenziale futuro.
→ Scopri il Titolo del Giorno di Marco Bernasconi
2. TOP 5 — Le 5 migliori azioni per i prossimi 30 giorni
Con TOP 5 seleziono le 5 società che considero più interessanti per i successivi 30 giorni, cercando situazioni nelle quali fondamentali, momentum, aspettative e valutazione possano creare un rapporto rischio/opportunità particolarmente interessante.
Il caso Dell è oggi particolarmente significativo: il titolo era già presente nella mia selezione per settembre prima del forte movimento successivo alla trimestrale.
È proprio questo il tipo di situazione che cerco di individuare: un’opportunità prima che il mercato ne riconosca pienamente il potenziale.
→ Scopri TOP 5 — Le 5 migliori azioni per i prossimi 30 giorni
3. PORTAFOGLIO ONE SHOT
In un mercato che può cambiare rapidamente direzione sulla base di un dato macroeconomico, considero altrettanto importante sapere quando acquistare, quando vendere e quando aspettare.
È la logica del mio Portafoglio One Shot:
gestione attiva, capitale pronto e attenzione costante alle nuove opportunità che il mercato può offrire.
Le vendite fanno parte del processo tanto quanto gli acquisti.
La liquidità non rappresenta necessariamente inattività: può significare avere le risorse disponibili per intervenire quando il mercato offre opportunità migliori.
→ Scopri il Portafoglio One Shot
Tre strumenti differenti, tre orizzonti diversi, ma un unico principio:
non acquistare perché il mercato sta salendo,
ma selezionare ciò che ritengo abbia le migliori ragioni per continuare a farlo.
Marco Bernasconi
Founder & Chief Investment Strategist
Marco Bernasconi Trading
Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell’autore e hanno finalità esclusivamente informative. Non costituiscono una raccomandazione personalizzata di investimento né una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.