Wall Street torna sotto pressione: Dow -700 punti, rendimenti in rialzo e Walmart crolla

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Wall Street torna sotto pressione: Dow -700 punti, rendimenti in rialzo e Walmart crolla




Dopo il tentativo di recupero della seduta precedente, Wall Street è tornata pesantemente in territorio negativo.
Il rialzo dei rendimenti obbligazionari e la forte reazione negativa del mercato alla trimestrale di Walmart hanno riacceso le vendite,
portando tutti e tre i principali indici americani verso una settimana decisamente difficile.




Il Dow Jones è stato il più penalizzato, con una perdita dell'1,32%,
pari a quasi 704 punti, chiudendo a 52.759,21 punti.




Il NASDAQ ha ceduto l'1%, terminando la seduta a
26.067,17 punti, mentre l'S&P 500 ha perso lo
0,87%, scendendo a 7.641,16 punti.




Con una sola seduta ancora da disputare, tutti e tre gli indici registrano ora perdite settimanali vicine al 2%.
Il Nasdaq è quello maggiormente sotto pressione, con una flessione di circa il
2,5% nelle prime quattro sedute della settimana.



Il problema dei rendimenti non è scomparso




La seduta precedente aveva dato l'impressione che il mercato potesse iniziare a stabilizzarsi.




Il Dipartimento del Tesoro americano aveva annunciato il raddoppio dei riacquisti di debito a lungo termine,
contribuendo a ridurre temporaneamente la pressione sul mercato obbligazionario e permettendo agli indici
di interrompere una serie di tre sedute negative.




Ma il sollievo è durato poco.




Giovedì i rendimenti dei Treasury sono tornati a salire, dimostrando che il problema
che ha condizionato Wall Street negli ultimi giorni non è ancora risolto.




Questo è particolarmente importante perché rendimenti più elevati producono una duplice pressione sul mercato azionario:
da una parte rendono le obbligazioni relativamente più interessanti, dall'altra riducono il valore attuale degli utili futuri
delle aziende, penalizzando soprattutto i titoli con valutazioni più elevate.




La reazione del mercato conferma quindi quanto abbiamo osservato nelle ultime sedute:
in questa fase Wall Street sta guardando al mercato obbligazionario almeno quanto agli utili societari.



Walmart crolla di oltre il 9%




L'altro grande protagonista negativo della giornata è stato Walmart.




Le azioni del più grande retailer americano hanno perso oltre il 9%,
un movimento particolarmente significativo per un titolo normalmente caratterizzato da una volatilità molto inferiore.




A prima vista, i risultati pubblicati dalla società sembrerebbero difficili da conciliare con una reazione così negativa.




Walmart ha infatti superato nettamente le aspettative sugli utili, mentre i ricavi hanno raggiunto quasi
188 miliardi di dollari, crescendo del 5,9% su base annua
e risultando superiori alle previsioni.




La società ha inoltre migliorato le proprie prospettive per il 2027.




Eppure il titolo è crollato.




Ancora una volta, questo ci dimostra che
una trimestrale non viene giudicata semplicemente sulla base del superamento delle stime di utili e ricavi.




Il punto debole è arrivato soprattutto dalle vendite comparabili.




Le vendite a parità di negozi sono aumentate soltanto del 2,6%,
contro il 3,5% previsto dal mercato. Il dato risulta inoltre nettamente inferiore sia al 4,6%
registrato un anno fa sia al 4,1% del trimestre precedente.




Anche le indicazioni relative al terzo trimestre hanno deluso le aspettative.




Il mercato sembra quindi essersi concentrato non tanto sui risultati appena ottenuti,
quanto sulla possibilità che la crescita futura di Walmart stia rallentando più di quanto precedentemente previsto.



Walmart e Target: qualcosa sta cambiando?




Il confronto più interessante arriva proprio da Target, che soltanto un giorno prima
aveva pubblicato risultati decisamente migliori delle aspettative.




Target ha registrato una crescita delle vendite comparabili del 3,8%,
contro il 2,4% previsto dagli analisti.




Ancora più interessante è stato il comportamento del traffico nei negozi, cresciuto del
3,6%, rispetto all'1,5% registrato da Walmart.




Le vendite nette di Target sono aumentate del 5,3%, raggiungendo
26,5 miliardi di dollari, mentre il canale digitale è cresciuto dell'8,7%
e le consegne in giornata di oltre il 25%.




Il confronto merita attenzione perché negli ultimi anni la narrativa dominante era stata esattamente opposta:
Walmart stava guadagnando quote di mercato mentre Target attraversava una fase più difficile.




Un trimestre non è sufficiente per dichiarare che questa tendenza sia definitivamente cambiata.




Ma i numeri suggeriscono che qualcosa nel comportamento del consumatore americano potrebbe iniziare a muoversi
e sarà interessante verificare se il fenomeno continuerà nei prossimi trimestri.



Non tutto il retail è sotto pressione




La giornata ha comunque mostrato ancora una volta quanto il mercato stia diventando selettivo.




Mentre Walmart perdeva oltre il 9%, altri titoli hanno reagito molto positivamente ai propri risultati.




Deere ha guadagnato quasi il 7%, mentre
Ross Stores è salito di oltre il 7% nelle contrattazioni after-hours
dopo la pubblicazione della trimestrale.




Il messaggio che arriva da questa stagione degli utili è quindi sempre più evidente:
non esiste semplicemente un mercato forte o debole.




Esistono aziende che riescono a superare le aspettative del mercato e aziende che,
pur pubblicando numeri apparentemente positivi, non riescono a soddisfare ciò che gli investitori
avevano già incorporato nei prezzi.






Il mio punto di vista




La seduta di ieri rafforza una convinzione che abbiamo sviluppato durante tutta questa settimana:
il vero punto di attenzione in questo momento rimane il mercato obbligazionario.




Il recupero di mercoledì era stato incoraggiante, ma avevo sottolineato come una singola giornata positiva
non fosse sufficiente per considerare risolto il problema.




Il ritorno al rialzo dei rendimenti conferma questa prudenza.




Finché i Treasury continueranno a muoversi con questa volatilità, soprattutto sulle scadenze lunghe,
credo che sarà difficile per il mercato azionario ritrovare una direzione stabile.




Parallelamente, la reazione a Walmart ci mostra un altro aspetto importante dell'attuale mercato:
le aspettative contano almeno quanto i risultati.




Un'azienda può aumentare ricavi e utili e persino migliorare le proprie previsioni annuali,
ma se una delle metriche che il mercato considera determinanti mostra un rallentamento,
il titolo può essere comunque duramente penalizzato.




È proprio per questo che, soprattutto durante la stagione delle trimestrali,
non considero mai sufficiente chiedermi se un'azienda abbia "battuto le stime".
Voglio capire come le ha battute, dove sta crescendo e soprattutto cosa mi sta dicendo sul futuro.






L'opinione di Marco Bernasconi




La settimana che stiamo vivendo è un ottimo esempio della differenza tra
guardare la Borsa e analizzare la Borsa.




Guardando soltanto gli indici, vediamo una settimana negativa: Dow, Nasdaq e S&P 500 stanno perdendo terreno
e il Nasdaq è sceso di circa il 2,5%.




Ma analizzando ciò che sta accadendo sotto la superficie, il quadro diventa molto più interessante.




Da una parte abbiamo un problema macroeconomico reale:
i rendimenti obbligazionari stanno aumentando e il mercato deve inevitabilmente adeguare
le valutazioni a un costo del denaro più elevato.




Dall'altra abbiamo aziende che stanno pubblicando risultati molto diversi e, soprattutto,
vengono giudicate in maniera molto diversa.




Walmart è forse l'esempio migliore.




Quando un'azienda aumenta i ricavi del 5,9%, supera le aspettative sugli utili e migliora persino
le proprie previsioni, sarebbe naturale aspettarsi un rialzo del titolo.




Invece perde oltre il 9%.




Perché?




Perché il mercato non paga ciò che un'azienda ha fatto ieri.
Cerca continuamente di attribuire un prezzo a ciò che pensa farà domani.




Le vendite comparabili inferiori alle attese e una guidance del terzo trimestre meno convincente
hanno pesato più di tutto il resto.




È una lezione che considero fondamentale per chi investe.




Non basta trovare una grande azienda. Non basta nemmeno trovare un'azienda che cresce.
Bisogna capire quali aspettative sono già incorporate nel prezzo che stiamo pagando.




Ed è per questo che trovo particolarmente interessante il confronto con Target.
Per anni il mercato si era abituato a una narrativa molto precisa: Walmart guadagnava terreno e Target lo perdeva.
Quando i dati iniziano a raccontare qualcosa di diverso, bisogna prestarvi attenzione.




Non significa necessariamente che il trend si sia invertito.
Significa che dobbiamo essere disponibili a rimettere continuamente alla prova le nostre convinzioni.




È questo, secondo me, uno dei principi più importanti dell'investimento:
avere una tesi forte, ma non innamorarsi mai della propria tesi.




Se cambiano i fondamentali, dobbiamo essere pronti a cambiare opinione.




Per il momento continuo quindi a osservare con particolare attenzione due elementi:
la direzione dei rendimenti obbligazionari e l'evoluzione delle aspettative sugli utili aziendali.




Finché i fondamentali rimarranno solidi, una fase di correzione potrà creare opportunità interessanti.
Ma proprio perché il mercato sta diventando più selettivo, credo che scegliere correttamente le aziende
diventerà ancora più importante che scegliere correttamente l'indice.






Alla fine, però, ogni analisi deve portare a una decisione. Dopo aver osservato il mercato,
i rendimenti obbligazionari, gli utili e le aspettative, arriva il momento di passare
dal quadro generale alla selezione delle singole aziende.




Ed è proprio sulla base delle considerazioni di oggi — in un mercato che sta diventando
più selettivo e nel quale qualità dei fondamentali e aspettative incorporate nei prezzi
assumono un'importanza sempre maggiore — che ho scelto il mio
Titolo del Giorno: l'azienda che, secondo la mia analisi, presenta in questo momento
una delle combinazioni più interessanti tra qualità, crescita, valutazione e prospettive.




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Marco Bernasconi

Founder & Chief Investment Strategist

Marco Bernasconi Trading






Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell'autore e hanno finalità esclusivamente informative.
Non costituiscono una raccomandazione personalizzata di investimento né una sollecitazione all'acquisto
o alla vendita di strumenti finanziari.





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