La ripresa di venerdì non basta: Wall Street chiude una settimana difficile in attesa di NVIDIA e Jackson Hole
Dopo il pesante sell-off di giovedì, Wall Street ha reagito con decisione nella seduta di venerdì,
recuperando gran parte delle perdite della giornata precedente. Il rimbalzo, però, non è stato sufficiente a salvare
una settimana complessivamente negativa, ancora condizionata dall'aumento dei rendimenti obbligazionari e dai timori
che la Federal Reserve possa mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo del previsto.
Il Dow Jones ha recuperato lo 0,98%, chiudendo a
53.277,01 punti dopo il crollo di oltre 700 punti del giorno precedente.
Il NASDAQ è salito dello 0,43% a 26.180,46 punti,
mentre l'S&P 500 ha guadagnato lo 0,43%,
terminando la seduta a 7.674,37 punti.
È stato un rimbalzo importante dal punto di vista psicologico, ma non sufficiente a modificare
il bilancio della settimana.
Il NASDAQ ha infatti chiuso con una perdita superiore al 2%,
interrompendo una serie di tre settimane consecutive di rialzi. L'S&P 500
ha ceduto circa l'1,4%, mentre il Dow Jones ha limitato
il calo allo 0,9%.
Il messaggio del mercato è chiaro: gli acquisti tornano rapidamente quando i prezzi scendono,
ma il vero ostacolo continua a essere il mercato obbligazionario.
I rendimenti restano il tema dominante
Per tutta la settimana gli investitori hanno dovuto confrontarsi con un elemento che sta influenzando
sempre più le valutazioni azionarie: l'aumento dei rendimenti dei Treasury americani.
Il tentativo del Tesoro di stabilizzare il mercato attraverso il raddoppio dei riacquisti di debito
a lungo termine ha contribuito ad attenuare temporaneamente la volatilità, ma non ha ancora prodotto
un cambiamento strutturale.
Il fatto che gli indici siano riusciti a chiudere in rialzo venerdì
nonostante i rendimenti continuassero a salire rappresenta un segnale incoraggiante,
ma ancora insufficiente per parlare di inversione del trend.
In questa fase il mercato sembra vivere un delicato equilibrio tra due forze contrapposte:
da una parte utili societari ancora molto solidi, dall'altra un costo del capitale che continua ad aumentare.
Adesso arriva la settimana più importante dell'estate
La nuova settimana potrebbe rappresentare uno dei momenti decisivi dell'intero trimestre.
L'appuntamento principale sarà mercoledì, quando NVIDIA
pubblicherà i risultati del secondo trimestre fiscale.
Le aspettative sono, ancora una volta, estremamente elevate.
Il consensus prevede un utile per azione di circa 2,09 dollari,
pari a una crescita vicina al 100% rispetto allo scorso anno,
mentre i ricavi sono attesi intorno ai 91,9 miliardi di dollari,
in aumento di circa il 12% rispetto al trimestre precedente.
Numeri che confermano quanto il mercato continui a considerare NVIDIA il principale indicatore
dello stato di salute dell'intero ecosistema dell'intelligenza artificiale.
La vera domanda non sarà soltanto se NVIDIA batterà le stime.
Il mercato vorrà capire
se il gigantesco ciclo di investimenti nell'IA stia continuando a generare ritorni tali
da giustificare le valutazioni raggiunte dal settore.
Jackson Hole potrebbe cambiare le aspettative sui tassi
Pochi giorni dopo NVIDIA arriverà un altro appuntamento fondamentale.
Dal 27 al 29 agosto si svolgerà il tradizionale
Simposio di Jackson Hole, con particolare attenzione al discorso del presidente
della Federal Reserve Kevin Warsh.
Dopo l'ultima riunione della Fed, nella quale tre membri avevano votato a favore di un rialzo dei tassi,
gli investitori cercheranno indicazioni molto più precise sul futuro della politica monetaria.
Warsh dovrà probabilmente chiarire quanto sia realmente preoccupato dall'inflazione,
come interpreti il recente aumento dei rendimenti obbligazionari e se un nuovo rialzo dei tassi
entro la fine dell'anno rimanga uno scenario concreto.
È difficile immaginare un momento più delicato per affrontare questi temi.
Anche il PCE sarà sotto osservazione
Come se non bastasse, mercoledì verrà pubblicato anche il PCE,
l'indicatore d'inflazione preferito dalla Federal Reserve.
La coincidenza temporale è particolarmente interessante: il dato arriverà appena due giorni
prima dell'intervento di Warsh a Jackson Hole.
L'ultimo PCE era risultato sostanzialmente in linea con le aspettative, senza provocare forti reazioni
sui mercati. Ma con i rendimenti ai massimi pluriennali e la Fed ancora concentrata sulla stabilità
dei prezzi, questa volta il dato potrebbe assumere un peso molto maggiore.
Il mio punto di vista
La settimana appena conclusa dimostra ancora una volta quanto sia importante distinguere tra
andamento giornaliero e trend di fondo.
Il rimbalzo di venerdì è stato positivo, ma non modifica il messaggio complessivo del mercato:
i rendimenti obbligazionari stanno ancora condizionando le valutazioni azionarie e gli investitori
attendono nuovi elementi per capire quale sarà la prossima mossa della Federal Reserve.
La buona notizia è che i fondamentali delle aziende continuano a rimanere solidi.
Dodici trimestri consecutivi di crescita degli utili dell'S&P 500 rappresentano un dato
che non può essere ignorato.
La cattiva notizia è che, quando il costo del capitale aumenta, anche aziende eccellenti
possono attraversare fasi di correzione.
Per questo considero la settimana che si apre molto più importante della precedente:
NVIDIA, PCE e Jackson Hole potrebbero ridefinire le aspettative dei mercati
fino alla fine dell'estate.
L'opinione di Marco Bernasconi
C'è una differenza sostanziale tra un mercato che scende perché gli utili peggiorano
e un mercato che scende perché aumenta il costo del denaro.
Nelle ultime sedute abbiamo visto soprattutto la seconda situazione.
Le aziende continuano, nel complesso, a pubblicare risultati solidi.
La crescita degli utili dell'S&P 500 prosegue da dodici trimestri consecutivi
e si sta allargando ben oltre il ristretto gruppo delle Big Tech.
Questo è un elemento strutturalmente positivo.
Eppure gli indici hanno chiuso una settimana negativa.
Perché?
Perché il mercato non valuta soltanto la qualità delle aziende.
Valuta anche quanto vale oggi un euro di utile che verrà prodotto domani.
Quando i rendimenti obbligazionari salgono, quel valore diminuisce e le valutazioni
vengono inevitabilmente messe sotto pressione.
È proprio qui che molti investitori commettono un errore:
confondono una correzione provocata dal contesto macroeconomico con un deterioramento dei fondamentali.
Sono due fenomeni completamente diversi.
La settimana che ci aspetta sarà probabilmente una delle più importanti dell'anno.
NVIDIA ci dirà se il ciclo dell'intelligenza artificiale continua a giustificare aspettative così elevate.
Il PCE e Jackson Hole ci diranno invece quanto spazio avrà ancora la Federal Reserve
per mantenere una politica restrittiva.
Non credo che la direzione dei mercati dipenderà da un singolo numero, ma dalla
combinazione tra utili, inflazione e costo del capitale.
Ed è proprio questa combinazione che ogni investitore dovrebbe imparare a leggere
prima ancora di guardare il colore degli indici.
Alla fine, però, ogni analisi deve portare a una decisione. Dopo aver osservato il mercato,
i rendimenti, gli utili e le aspettative, arriva il momento di passare
dal quadro generale alla selezione delle singole aziende.
Ed è proprio sulla base delle considerazioni di oggi che ho scelto il mio
Titolo del Giorno: l'azienda che, secondo la mia analisi,
presenta in questo momento una delle combinazioni più interessanti tra
qualità, crescita, valutazione e prospettive.
→ Scopri il Titolo del Giorno di Marco Bernasconi
Marco Bernasconi
Founder & Chief Investment Strategist
Marco Bernasconi Trading
Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell'autore e hanno finalità esclusivamente informative.
Non costituiscono una raccomandazione personalizzata di investimento né una sollecitazione all'acquisto
o alla vendita di strumenti finanziari.