NVIDIA riaccende Wall Street: l’AI spinge il Nasdaq e ora il mercato guarda a Jackson Hole

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NVIDIA riaccende Wall Street: l’AI spinge il Nasdaq e ora il mercato guarda a Jackson Hole




Wall Street ha ritrovato slancio dopo la trimestrale di NVIDIA,
che ha riportato entusiasmo sull’intero comparto tecnologico e ha spinto i principali indici
verso una settimana positiva.




Il protagonista assoluto è stato ancora una volta il leader dell’intelligenza artificiale.




Dopo i risultati pubblicati mercoledì sera, NVIDIA è balzata dell’8,7%,
mettendo a segno soltanto la seconda seduta positiva delle ultime dieci giornate,
ma soprattutto cancellando buona parte delle perplessità che avevano accompagnato
il titolo nelle settimane precedenti.




Il NASDAQ ha reagito con un rialzo dell’1,57%,
circa 411 punti, chiudendo a 26.541,35 punti.
L’S&P 500 è avanzato dello 0,72% a
7.730,99 punti, mentre il Dow Jones ha guadagnato
lo 0,20%, terminando a 53.569,44 punti.




Il messaggio della giornata è piuttosto evidente:
Wall Street continua a credere nella crescita dell’intelligenza artificiale.



NVIDIA: non sono stati soltanto gli utili a convincere il mercato




NVIDIA ha superato nettamente le aspettative su ricavi e utili, ma credo che il vero elemento
capace di cambiare il sentiment sia arrivato dalle prospettive.




La società ha indicato una possibile crescita dei ricavi del 70% nel 2028,
una previsione che ha superato le aspettative del mercato e, soprattutto,
ha contribuito a ridimensionare uno dei principali dubbi che hanno accompagnato
il settore negli ultimi mesi:




quanto può durare ancora il boom degli investimenti nell’AI?




La risposta fornita da NVIDIA, almeno per il momento, è molto chiara.




Secondo il CEO Jensen Huang, la domanda continua ad accelerare mentre laboratori
di intelligenza artificiale, startup e grandi aziende aumentano gli investimenti
nelle infrastrutture di calcolo.




A questo si aggiunge un altro elemento fondamentale: Vera Rubin,
la piattaforma NVIDIA di nuova generazione, è ormai entrata in piena produzione.




Non stiamo quindi parlando soltanto dei risultati ottenuti fino a oggi.
Stiamo osservando una società che sta già costruendo il prossimo capitolo della propria crescita.



Il boom dell’AI non sembra ancora vicino alla conclusione




Questo è probabilmente il messaggio più importante della trimestrale.




Da mesi il mercato si interroga sulla sostenibilità delle centinaia di miliardi di dollari
investiti nelle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.




È una domanda legittima.




Prima o poi anche questo ciclo attraverserà una fase di normalizzazione.
Ma i numeri e soprattutto le prospettive presentate da NVIDIA suggeriscono che
quel momento potrebbe essere ancora lontano.




La domanda continua a crescere, gli investimenti proseguono e la nuova generazione tecnologica
sta entrando sul mercato.




Anche le revisioni delle stime sugli utili potrebbero continuare a muoversi verso l’alto
dopo questa trimestrale.




Per un investitore questo è particolarmente importante, perché nel lungo periodo sono proprio
la crescita degli utili e le revisioni delle aspettative future
a rappresentare uno dei motori principali dei prezzi azionari.



Non solo NVIDIA: software e cybersecurity esplodono




La forza della seduta non si è limitata ai semiconduttori.




Alcune delle reazioni più impressionanti sono arrivate dal software e dalla cybersecurity.




Okta è balzata del 28,6%,
Salesforce del 22,6% e
CrowdStrike del 20,5%.




Fortissimi anche Palo Alto Networks, in rialzo del 12,8%,
e ServiceNow, salita del 10%.




Sono movimenti importanti perché rafforzano un tema che abbiamo già osservato
nelle ultime analisi.




La seconda fase dell’intelligenza artificiale potrebbe essere progressivamente più ampia
della semplice corsa ai chip.




Dopo gli enormi investimenti nelle infrastrutture, il mercato sta iniziando a guardare sempre
più attentamente alle aziende capaci di trasformare quella potenza di calcolo
in software, sicurezza, automazione e applicazioni aziendali
.




Ed è probabilmente proprio qui che nei prossimi anni emergeranno nuovi vincitori.



Marvell ci ricorda che il mercato rimane molto esigente




La reazione di Marvell racconta però anche l’altra faccia di questo mercato.




La società ha pubblicato risultati superiori alle aspettative e ha persino aumentato
le previsioni per l’intero anno.




Nonostante questo, il titolo ha perso oltre il
6% nelle contrattazioni after-hours.




È un comportamento che abbiamo visto più volte durante questa stagione degli utili.




Quando le valutazioni e le aspettative sono elevate,
pubblicare buoni risultati non basta.




Il mercato vuole essere sorpreso.




E questa differenza tra NVIDIA e Marvell dimostra quanto sia diventata importante
la selezione dei singoli titoli.



Adesso tutta l’attenzione passa a Jackson Hole




Superato il grande appuntamento con NVIDIA, resta un ultimo evento capace di condizionare
questa settimana: il discorso del presidente della Federal Reserve
Kevin Warsh al Simposio di Jackson Hole.




Gli investitori cercheranno soprattutto indicazioni sulla futura direzione dei tassi d’interesse.




Dopo gli ultimi dati sull’inflazione PCE, il quadro rimane complesso:
l’inflazione non sta accelerando significativamente, ma continua a essere superiore
all’obiettivo del 2%.




Il mercato dovrà quindi capire quanto a lungo la Federal Reserve ritenga necessario
mantenere condizioni monetarie restrittive.




E dopo una giornata nella quale il Nasdaq è salito dell’1,57%, qualsiasi sorpresa
sul fronte dei tassi potrebbe produrre movimenti importanti.




Per il momento, comunque, il bilancio settimanale rimane positivo:
NASDAQ +1,4%, S&P 500 +0,7% e Dow Jones +0,5%.






Il mio punto di vista




Credo che la seduta di ieri abbia fornito una risposta importante a una delle domande
che ci siamo posti negli ultimi giorni.




Il ciclo dell’intelligenza artificiale sta rallentando?




Per il momento, i numeri ci dicono di no.




E non è tanto il +8,7% di NVIDIA a convincermi. Un movimento giornaliero può essere
determinato da moltissimi fattori.




Ciò che considero molto più importante sono
le prospettive sulla crescita futura, l’accelerazione della domanda
e l’avanzamento della nuova piattaforma Vera Rubin
.




Allo stesso tempo, però, guarderei con grande attenzione a ciò che è accaduto a
Okta, Salesforce, CrowdStrike, Palo Alto Networks e ServiceNow.




L’intelligenza artificiale sta progressivamente passando dalla costruzione
dell’infrastruttura alla sua applicazione.




Questo potrebbe significare che la prossima fase del mercato sarà caratterizzata
da una maggiore diffusione delle opportunità.




Non soltanto NVIDIA. Non soltanto semiconduttori.




Software, cybersecurity, data center, networking, energia, infrastrutture e applicazioni
aziendali potrebbero progressivamente diventare parti dello stesso enorme ecosistema.




Ed è proprio questa espansione che considero particolarmente interessante
per la selezione dei prossimi investimenti.






L’opinione di Marco Bernasconi




Per molto tempo il mercato ha guardato all’intelligenza artificiale quasi attraverso
un unico titolo: NVIDIA.




Credo che stiamo entrando lentamente in una fase diversa.




NVIDIA rimane il leader indiscusso e la trimestrale appena pubblicata conferma ancora una volta
la straordinaria forza della società. Ma proprio il successo di NVIDIA sta creando
un mercato molto più grande intorno a sé.




Ogni miliardo investito nell’AI genera una catena di opportunità.




Servono chip. Servono memorie. Servono reti. Servono data center. Serve energia.
Serve cybersecurity. E soprattutto servono applicazioni capaci di trasformare
tutta questa infrastruttura in produttività e ricavi.




Per questo il +8,7% di NVIDIA è importante, ma personalmente trovo ancora più interessante
osservare ciò che sta succedendo intorno a NVIDIA.




È lì che potrebbero trovarsi alcune delle opportunità meno evidenti.




Il mercato continuerà naturalmente a essere selettivo. Marvell ce lo ha ricordato immediatamente:
risultati migliori delle attese e guidance alzata non sono stati sufficienti.




Questa è una caratteristica dei mercati con aspettative elevate:
non premiano semplicemente le buone aziende; premiano quelle capaci di fare meglio
di ciò che è già incorporato nei prezzi
.




Ed è esattamente questo che cerco nella mia selezione quotidiana.




È proprio all’interno di trasformazioni di questa portata che preferisco cercare aziende
nelle quali crescita, fondamentali, aspettative e prezzo non siano ancora
perfettamente allineati dal mercato
.




Ed è qui che la mia analisi quotidiana lascia spazio alla selezione delle opportunità.




Ogni giorno cerco di trasformare ciò che vedo sui mercati in idee concrete,
attraverso strumenti diversi per obiettivi e orizzonti temporali.




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Quattro strumenti differenti, quindi, ma costruiti intorno allo stesso principio
che guida da sempre il mio lavoro:




non cercare semplicemente ciò di cui il mercato sta parlando oggi,

ma provare a individuare dove potrebbe trovarsi il valore di domani.








Marco Bernasconi

Founder & Chief Investment Strategist

Marco Bernasconi Trading






Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell’autore e hanno finalità
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