Mercati in pausa dopo il rally: ora tutta l'attenzione è rivolta all'inflazione

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Mercati in pausa dopo il rally: ora tutta l'attenzione è rivolta all'inflazione




Dopo una settimana molto positiva, i mercati azionari hanno iniziato la nuova ottava con una
seduta di consolidamento. Gli investitori hanno preferito ridurre il rischio in vista
della pubblicazione del dato sull'inflazione statunitense (CPI), atteso domani e
destinato a influenzare le prossime decisioni della Federal Reserve.




Il NASDAQ ha chiuso in ribasso dello 0,32%, interrompendo il forte
rialzo che la scorsa settimana lo aveva visto guadagnare oltre il 5%.
Anche il Dow Jones (-0,11%) e l'S&P 500 (-0,06%) hanno archiviato
la seduta in leggero calo, dopo aver registrato nuovi massimi nelle ultime settimane.




Tra i protagonisti della giornata troviamo ancora una volta NVIDIA, che dopo un rialzo
superiore all'11% nella settimana precedente ha perso quasi il 3%. La flessione è stata innescata dalle
prime indiscrezioni riguardanti una maxi operazione di finanziamento destinata allo sviluppo
dell'intelligenza artificiale.




A mercati chiusi è poi emerso che NVIDIA starebbe collaborando con sei grandi istituzioni di Wall Street
per raccogliere oltre 500 miliardi di dollari da destinare al finanziamento dei propri
clienti impegnati nei progetti di intelligenza artificiale.




L'operazione ha riaperto un dibattito già visto in passato:
fino a che punto il settore dell'IA sta sostenendo la propria crescita attraverso meccanismi
di finanziamento che alimentano la domanda dei suoi stessi prodotti?

È un tema che gli investitori continueranno probabilmente a monitorare nei prossimi mesi.




Nel frattempo, l'attenzione del mercato resta concentrata soprattutto sul
dato sull'inflazione. Dopo il sorprendente rapporto sull'occupazione pubblicato venerdì
— che ha mostrato una perdita di 23.000 posti di lavoro contro un'attesa di oltre
80.000 nuovi occupati — gli operatori hanno aumentato le aspettative di una Federal Reserve
più prudente sui tassi d'interesse.




Tuttavia, la banca centrale continua a considerare l'inflazione il principale fattore di rischio.




Le previsioni indicano un aumento mensile dello 0,1% per l'indice generale dei prezzi
al consumo e dello 0,2% per l'inflazione core. Su base annua, entrambi i valori dovrebbero
rimanere ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Fed.




Anche il prezzo del petrolio continua a rappresentare un elemento da osservare con attenzione.
Le tensioni geopolitiche nell'area dello Stretto di Hormuz mantengono elevata l'incertezza
e potrebbero rendere più difficile un ulteriore rallentamento dell'inflazione nei prossimi mesi.







Il mio punto di vista




La seduta di oggi non cambia il quadro di fondo. Dopo il forte rialzo delle ultime settimane,
una pausa era fisiologica. Più che il leggero arretramento degli indici, sarà il dato sull'inflazione
a determinare il prossimo movimento del mercato.




Se il CPI dovesse confermare un rallentamento dei prezzi, gli investitori potrebbero rafforzare le aspettative
di una Federal Reserve meno restrittiva, creando un contesto favorevole per l'azionario.




Al contrario, un dato superiore alle attese potrebbe riportare volatilità e prese di profitto,
soprattutto nei titoli tecnologici che hanno guidato il recente rally.




Come sempre, ritengo che in questa fase sia fondamentale
concentrarsi sulla qualità delle aziende e mantenere una visione di medio-lungo periodo,
evitando di prendere decisioni dettate esclusivamente dalle reazioni emotive ai dati macroeconomici
di una singola giornata.







L'opinione di Marco Bernasconi




La seduta di oggi è un buon esempio di come i mercati funzionino davvero. Dopo una settimana di forti rialzi,
una giornata di consolidamento non rappresenta necessariamente un segnale di debolezza, ma un comportamento
del tutto fisiologico.




Troppo spesso gli investitori interpretano ogni ribasso come l'inizio di una correzione e ogni rialzo come
la conferma di un nuovo mercato rialzista. La realtà è molto più sfumata.




A mio avviso, la vera partita si giocherà con i dati sull'inflazione. In questo momento il mercato non sta
guardando tanto ai risultati delle singole aziende quanto alla direzione della politica monetaria della
Federal Reserve.




Un'inflazione in linea o inferiore alle attese potrebbe rafforzare la fiducia degli investitori e sostenere
ancora il trend positivo. Al contrario, un dato più elevato del previsto potrebbe riportare volatilità,
soprattutto nei titoli tecnologici che hanno trainato il mercato nelle ultime settimane.




Per quanto riguarda NVIDIA, il ribasso di ieri non cambia la mia visione di lungo periodo.
È normale che, dopo una crescita così rapida, il mercato reagisca con sensibilità a qualsiasi notizia che
possa modificare le aspettative.




Gli investitori dovranno però distinguere tra
il rumore di breve termine e il valore reale che l'intelligenza artificiale continuerà
probabilmente a generare negli anni.




Il mio consiglio rimane invariato: evitare di inseguire le emozioni della giornata.
Le migliori decisioni di investimento non nascono dalla reazione a un singolo dato macroeconomico,
ma da un processo disciplinato, basato sull'analisi delle aziende, sulla gestione del rischio e su una
visione di medio-lungo periodo.








Marco Bernasconi

Founder & Chief Investment Strategist

Marco Bernasconi Trading






Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell'autore e hanno finalità esclusivamente
informative. Non costituiscono una raccomandazione personalizzata di investimento né una sollecitazione
all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.





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