IL NASDAQ RAGGIUNGE UN NUOVO RECORD: 29.000 POSTI DI LAVORO CAMBIANO LE ASPETTATIVE SULLA FED
Ottobre è iniziato bene per Wall Street.
Venerdì le azioni americane hanno chiuso in rialzo per la seconda seduta consecutiva,
con il Nasdaq nuovamente protagonista e capace di raggiungere
un nuovo massimo storico intraday.
A prima vista potrebbe sembrare un paradosso.
Il mercato ha festeggiato un rapporto sull’occupazione
decisamente più debole delle attese.
Ma in questo momento Wall Street sta guardando soprattutto a una domanda:
QUESTO RALLENTAMENTO È SUFFICIENTE
PER CONVINCERE LA FEDERAL RESERVE
A NON AUMENTARE NUOVAMENTE I TASSI?
Venerdì il mercato ha risposto con maggiore ottimismo.
NASDAQ +1,19% |
S&P 500 +0,73% |
DOW JONES +0,49%
Il Nasdaq ha guadagnato quasi 320 punti,
chiudendo a 27.190,86.
L’S&P 500 è salito a 7.722,72,
mentre il Dow Jones ha guadagnato circa 250 punti,
terminando a 51.176,96.
Ma per capire davvero la seduta
dobbiamo partire dal mercato del lavoro.
SOLO 29.000 NUOVI POSTI DI LAVORO
L’economia americana ha creato a settembre soltanto
29.000 nuovi posti di lavoro.
Le aspettative erano di circa 84.000.
La differenza è significativa.
29.000 POSTI CREATI
CONTRO CIRCA 84.000 ATTESI
Anche il tasso di disoccupazione
ha mostrato un deterioramento leggermente superiore alle aspettative.
È salito al 4,2%,
contro una previsione del 4,1%.
Ma, secondo me, il dato più importante
non è stato né quello sull’occupazione
né quello sulla disoccupazione.
È arrivato dai salari.
SALARI +0,1%: IL NUMERO CHE LA FED VOLEVA VEDERE
La retribuzione oraria media è aumentata soltanto dello
0,1% su base mensile.
Le attese erano per un incremento dello 0,3%.
Su base annuale il ritmo di crescita dei salari
è rallentato al 3,0%.
SALARI:
+0,1% SUL MESE
+3,0% SU BASE ANNUA
Questo dato è particolarmente importante
perché la Federal Reserve non guarda soltanto
al numero di persone che trovano lavoro.
Guarda anche alle pressioni salariali
e alla loro possibile trasmissione sull’inflazione.
Un mercato del lavoro estremamente forte
può sostenere aumenti salariali elevati.
Salari più elevati possono aumentare i costi delle imprese.
E una parte di questi costi può essere trasferita
sui prezzi finali.
Per questo il rallentamento dei salari
può diventare una buona notizia
per una Federal Reserve che continua a combattere l’inflazione.
PERCHÉ WALL STREET HA FESTEGGIATO UNA CATTIVA NOTIZIA?
La risposta può essere riassunta
attraverso una sequenza molto semplice.
MENO OCCUPAZIONE
↓
SALARI PIÙ DEBOLI
↓
MINORE PRESSIONE INFLAZIONISTICA
↓
MINORE NECESSITÀ DI ALZARE I TASSI
↓
MINORE PRESSIONE SULLE VALUTAZIONI
↓
AZIONI IN RIALZO
Naturalmente il rapporto non è automatico.
Un’economia che rallenta troppo
può diventare un problema molto serio per gli utili societari.
Ma venerdì il mercato non ha interpretato i numeri
come un segnale immediato di recessione.
Li ha interpretati soprattutto
come un nuovo argomento a favore
di una Federal Reserve meno aggressiva.
DAL 64% AL 22%: IN UNA SETTIMANA È CAMBIATO TUTTO
Il cambiamento delle aspettative sui tassi
è probabilmente il numero più impressionante
dell’intera settimana.
Soltanto venerdì scorso,
il mercato attribuiva una probabilità di circa il
64% a un nuovo aumento dei tassi.
Adesso il CME FedWatch Tool indica una probabilità
intorno al 22%.
PRIMA: CIRCA 64%
ADESSO: CIRCA 22%
È un cambiamento enorme
in pochissimo tempo.
E non è stato determinato soltanto
dal rapporto sull’occupazione.
Le probabilità di un nuovo rialzo
erano già diminuite dopo un rapporto PCE
inferiore alle attese e dopo commenti più accomodanti
da parte di diversi funzionari della Federal Reserve.
Il rapporto sul lavoro ha quindi aggiunto
un altro elemento alla stessa storia.
Inflazione meno aggressiva.
Salari meno forti.
Occupazione in rallentamento.
E una Fed che potrebbe avere
meno ragioni per intervenire nuovamente.
IL TREASURY, PERÒ, CI INVITA A NON CANTARE VITTORIA
C’è un particolare della seduta
che considero estremamente importante.
Dopo la pubblicazione del rapporto sull’occupazione,
il rendimento del Treasury decennale
è sceso sotto il 5,2%.
Era la reazione che ci si poteva aspettare.
Poi, però, il movimento si è invertito.
Nel pomeriggio il rendimento è tornato
nell’area del 5,3%.
IL RISCHIO DI UN NUOVO RIALZO DELLA FED DIMINUISCE.
MA IL COSTO DEL DENARO RESTA MOLTO ELEVATO.
Questa distinzione è fondamentale.
Una Fed che decide di non aumentare ulteriormente i tassi
non significa automaticamente
che le condizioni finanziarie siano diventate accomodanti.
Con il Treasury decennale ancora intorno al 5,3%,
il rendimento privo di rischio rimane molto competitivo.
E questo continua a rappresentare
una sfida soprattutto per le società growth
con valutazioni elevate.
UN CICLO DI RIALZI NON È AUTOMATICAMENTE NEMICO DELLE AZIONI
C’è un concetto che secondo me merita attenzione.
Dire semplicemente:
“LA FED ALZA I TASSI, QUINDI LE AZIONI DEVONO SCENDERE”
è una semplificazione eccessiva.
Conta il livello dei tassi.
Conta la velocità con cui vengono aumentati.
Conta la ragione per cui vengono aumentati.
E soprattutto conta cosa sta accadendo
contemporaneamente all’economia
e agli utili delle aziende.
Se gli aumenti sono graduali
e l’economia continua a produrre crescita,
le società migliori possono continuare
ad aumentare ricavi e profitti.
Il problema diventa molto più serio
quando la stretta monetaria inizia a colpire contemporaneamente:
CRESCITA.
CONSUMI.
INVESTIMENTI.
UTILI.
Ed è proprio per questo
che i prossimi dati macroeconomici
saranno così importanti.
IL MERCATO VUOLE UN RALLENTAMENTO. NON UNA RECESSIONE.
Questo è probabilmente il punto centrale
dell’intera analisi.
Wall Street non vuole
che l’economia americana smetta di crescere.
Non vuole un crollo dell’occupazione.
Non vuole una recessione.
Vuole qualcosa di molto più preciso.
L’ECONOMIA DEVE RALLENTARE ABBASTANZA
DA FERMARE LA FED,
MA NON ABBASTANZA
DA DISTRUGGERE GLI UTILI.
È un equilibrio estremamente sottile.
Finché il mercato crederà
che questo equilibrio sia possibile,
un rallentamento moderato dei dati economici
potrà essere interpretato positivamente.
Ma esiste un confine.
Se il rallentamento diventasse troppo forte,
la narrativa cambierebbe rapidamente.
A quel punto il problema
non sarebbe più un eventuale aumento dei tassi.
Il problema diventerebbe
la crescita degli utili.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE TORNA SUBITO AL CENTRO
E quando la pressione sui tassi
ha iniziato a diminuire,
il mercato è tornato rapidamente
verso uno dei temi che continua
a dominare Wall Street:
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.
Diversi titoli leader del settore
hanno registrato rialzi importanti.
Arm Holdings ha guadagnato circa il 5,2%.
AMD circa il 3%.
Marvell Technology circa l’1,6%.
Applied Optoelectronics circa il 7,7%.
Nebius Group circa il 4,5%.
Non considero casuale
questa concentrazione di forza.
Quando diminuisce la pressione dei rendimenti,
gli investitori tendono a tornare
verso le società dalle quali si aspettano
la maggiore crescita futura.
Ed è proprio qui che il tema AI
continua ad avere un ruolo centrale.
NVIDIA TOCCA ANCORA UN NUOVO MASSIMO
Anche NVIDIA
ha partecipato al movimento.
Il titolo è avanzato di circa
l’1,3%
e durante la seduta ha brevemente raggiunto
un nuovo massimo.
Ma quello che mi interessa
non è l’1,3% di una singola giornata.
Mi interessa ciò che sta accadendo
nonostante tutto quello che abbiamo visto
nelle ultime settimane.
Treasury sopra il 5%.
Petrolio elevato.
Inflazione ancora sotto osservazione.
Una Federal Reserve restrittiva.
Timori sulle valutazioni.
Continui interrogativi
su una possibile bolla dell’intelligenza artificiale.
Eppure uno dei leader dell’intero ciclo AI
continua a muoversi vicino ai massimi.
QUESTO NON SIGNIFICA CHE NVIDIA
NON POSSA CORREGGERE.
SIGNIFICA CHE IL MERCATO CONTINUA
A PREMIARE LA CRESCITA REALE.
IL NASDAQ È L’UNICO DEI TRE GRANDI INDICI A CHIUDERE LA SETTIMANA IN POSITIVO
Anche osservando l’intera settimana
emerge un dato interessante.
NASDAQ +0,5%
S&P 500 -0,3%
DOW JONES -1,3%
Il Nasdaq è stato quindi
l’unico dei tre principali indici
a chiudere gli ultimi cinque giorni in positivo.
E questo è accaduto
nonostante rendimenti obbligazionari elevati
e prezzi del petrolio sotto pressione.
Per me è un altro segnale
di forza relativa della tecnologia.
Non significa che il settore
sia immune dai rischi.
Significa però che,
quando il mercato trova una ragione per aumentare il rischio,
il capitale continua a tornare molto rapidamente
verso tecnologia, semiconduttori
e infrastruttura AI.
IL MIO PUNTO DI VISTA
Venerdì Wall Street ha festeggiato
un dato economico debole.
Ma sarebbe un errore
concludere semplicemente che:
“CATTIVE NOTIZIE PER L’ECONOMIA
SIGNIFICANO BUONE NOTIZIE PER LE AZIONI.”
Non funziona così.
I 29.000 nuovi posti di lavoro
non sono, di per sé, una buona notizia.
Se nei prossimi mesi il mercato del lavoro
continuasse a deteriorarsi rapidamente,
prima o poi Wall Street
smetterebbe di festeggiare.
Perché il problema non sarebbe più
quello che farà la Federal Reserve.
Il problema diventerebbe:
QUANTO RALLENTERANNO I RICAVI?
QUANTO RALLENTERANNO GLI UTILI?
QUANTO RALLENTERANNO GLI INVESTIMENTI?
Per il momento, però,
il mercato sta interpretando i dati
in maniera differente.
Sta vedendo un’economia
che potrebbe finalmente rallentare
quanto basta per togliere pressione alla Fed,
senza essere ancora entrata
in una fase di deterioramento tale
da compromettere seriamente gli utili societari.
Questo è il punto di equilibrio
che dobbiamo continuare a monitorare.
L’OPINIONE DI MARCO BERNASCONI
Io non voglio costruire la mia strategia
cercando di indovinare oggi
che cosa farà esattamente la Federal Reserve
alla riunione del 27-28 ottobre.
Il mercato aggiorna continuamente
questa probabilità.
Un dato può spostarla in una direzione.
Il dato successivo può riportarla indietro.
Quello che mi interessa maggiormente
sono le conseguenze.
Se la pressione sui tassi diminuisce,
quali società possono beneficiarne maggiormente?
Se il Treasury rimane sopra il 5%,
quali aziende riescono comunque a crescere?
Se l’economia rallenta,
quali business continuano ad aumentare gli utili?
E soprattutto:
QUALI SOCIETÀ STANNO TRASFORMANDO
I GRANDI TEMI DI INVESTIMENTO
IN NUMERI REALI?
Perché possiamo parlare quanto vogliamo
di intelligenza artificiale,
semiconduttori,
automazione,
retail,
energia o qualsiasi altro grande tema.
Alla fine io continuo a cercare:
RICAVI.
UTILI.
REVISIONI POSITIVE.
MARGINI.
CASSA.
CATALIZZATORI.
FORZA RELATIVA.
Il Nasdaq è tornato sui massimi.
Ma questo non significa
che dobbiamo comprare qualsiasi società tecnologica.
Secondo me significa esattamente il contrario.
PIÙ IL MERCATO SALE,
PIÙ DIVENTA IMPORTANTE DISTINGUERE
LE SOCIETÀ CHE STANNO SEMPLICEMENTE
PARTECIPANDO AL MOVIMENTO
DA QUELLE CHE HANNO I NUMERI
PER MERITARSELO.
LE ANALISI E LE OPPORTUNITÀ CHE STO SEGUENDO
Il mercato non offre un solo tipo di opportunità.
Per questo continuo a lavorare su strategie differenti:
dalla selezione di cinque società,
all’analisi di un singolo titolo,
fino alla costruzione di una diversificazione
che non dipenda soltanto dal numero di azioni possedute.
1. BEST 5 — OTTOBRE 2026: +4,40% IN APPENA 6 GIORNI
La nuova BEST 5 di ottobre
è uscita da appena sei giorni.
È naturalmente troppo presto
per sapere quale sarà il risultato finale.
Ma i primi numeri meritano già attenzione.
4 TITOLI SU 5 POSITIVI
+4,40% PERFORMANCE MEDIA
+14,36% IL MIGLIOR TITOLO
Tutto questo in appena 6 giorni.
Le cinque performance registrate
nel primo aggiornamento sono:
+14,36%
+5,04%
+1,79%
+1,26%
-0,46%
Ma voglio essere molto chiaro:
il +4,40% non è il risultato finale
della BEST 5 di ottobre.
Il mercato può cambiare.
I titoli possono salire oppure scendere.
Quello che invece è già verificabile
è il metodo con cui è stato costruito il report.
I 5 TITOLI SONO STATI SCELTI PRIMA.
I PREZZI SONO STATI REGISTRATI PRIMA.
IL REPORT È STATO PUBBLICATO PRIMA.
ADESSO LASCIAMO PARLARE IL MERCATO.
Ed è proprio questo il principio
che considero più importante.
NON VOGLIO RACCONTARTI DOMANI
QUALI TITOLI SONO SALITI.
VOGLIO DIRTI PRIMA
QUALI HO DECISO DI SELEZIONARE.
BEST 5 è un progetto composto da
12 Report Straordinari,
ognuno costruito intorno a un nuovo tema,
settore o criterio d’investimento.
Ogni volta:
5 società, 5 tesi di investimento,
5 opportunità selezionate prima.
→ Scopri BEST 5 Ottobre 2026: dopo appena 6 giorni la nuova BEST 5 è già a +4,40%
2. TITOLO DEL GIORNO — 6 OTTOBRE
Per anni ci hanno raccontato
che il commercio al dettaglio tradizionale
fosse destinato a scomparire.
L’e-commerce avrebbe conquistato tutto.
I negozi fisici non avrebbero più avuto futuro.
Ma alcune aziende hanno reagito
trasformando il proprio marchio,
l’esperienza nei negozi
e la propria strategia omnicanale.
DICEVANO CHE IL RETAIL ERA MORTO.
I SUOI NUMERI RACCONTANO UN’ALTRA STORIA.
La società che ho selezionato oggi
ha appena riportato un utile per azione di:
2,42 $ CONTRO 1,95 $ ATTESI
SORPRESA POSITIVA: +24,1%
Ma non stiamo parlando semplicemente
di un trimestre particolarmente positivo.
15 TRIMESTRI CONSECUTIVI
DI CRESCITA DELLE VENDITE.
Il fatturato dell’ultimo trimestre
ha raggiunto 1,27 miliardi di dollari.
Le vendite del principale marchio
sono aumentate dell’8%,
mentre nella regione Asia-Pacifico
la crescita è arrivata al +19%.
E c’è un altro elemento
che considero particolarmente importante:
RISULTATI SOPRA LE ATTESE.
GUIDANCE AL RIALZO.
STIME SUGLI UTILI IN CRESCITA.
A questo si aggiunge una politica importante
di riacquisto delle azioni proprie:
il management punta ad almeno
500 milioni di dollari di buyback entro fine anno.
Il nome e il ticker rimangono naturalmente
riservati all’interno del report completo.
→ Scopri il Titolo del Giorno del 6 ottobre: “Dicevano che il retail era morto. I suoi numeri raccontano un’altra storia.”
3. DIVERSIFICARE NON SIGNIFICA SOLTANTO COMPRARE TITOLI DIVERSI
C’è infine un concetto
che considero fondamentale
nella costruzione di un portafoglio.
DIVERSIFICARE NON SIGNIFICA
SEMPLICEMENTE POSSEDERE PIÙ TITOLI.
Possiamo acquistare dieci società differenti
e scoprire che, quando cambia il mercato,
si comportano tutte nello stesso modo.
Perché la vera diversificazione
non riguarda soltanto il numero
di nomi presenti nel portafoglio.
Riguarda anche le fonti di rendimento,
le strategie utilizzate,
gli orizzonti temporali
e il modo in cui le diverse componenti
reagiscono alle condizioni di mercato.
NON SOLO TITOLI DIVERSI.
MA STRATEGIE DIVERSE.
ORIZZONTI DIVERSI.
FONTI DI RENDIMENTO DIVERSE.
È proprio da questa idea
che nasce un modo differente
di pensare alla costruzione
e alla gestione del capitale.
→ Leggi la mia analisi: “Diversificare non significa soltanto comprare titoli diversi”
TRE ANALISI, TRE PROSPETTIVE DIFFERENTI
BEST 5 per trasformare
una ricerca tematica in cinque società selezionate
prima che il mercato ne determini il risultato.
Titolo del Giorno per concentrarmi
su una singola società nella quale risultati,
revisioni degli utili, momentum e catalizzatori
creano una situazione che considero interessante.
Diversificazione per ricordare
che costruire un portafoglio significa andare oltre
la semplice somma di tanti titoli differenti.
Tre prospettive diverse.
Ma un principio rimane identico:
NON CERCARE SEMPLICEMENTE PIÙ TITOLI.
CERCARE PIÙ RAGIONI PER CUI
IL CAPITALE POSSA LAVORARE.
Marco Bernasconi
Founder & Chief Investment Strategist
Marco Bernasconi Trading
www.marcobernasconitrading.com