Dow sotto pressione: petrolio vicino a $100, mentre l’AI corre controcorrente
Wall Street ha iniziato la settimana con il piede sbagliato.
I principali indici americani hanno chiuso la seconda seduta consecutiva in ribasso, con gli investitori tornati sui mercati dopo il lungo weekend del Labor Day e immediatamente costretti a confrontarsi con due temi che in questo momento possono condizionare profondamente settembre: il nuovo aumento del prezzo del petrolio e i prossimi dati sull’inflazione.
Il Dow Jones è stato l’indice maggiormente penalizzato, mentre il settore tecnologico ha mostrato ancora una volta una situazione molto più articolata.
Perché, mentre una parte del mercato vendeva sulla paura di inflazione e tassi più elevati, numerosi titoli legati all’intelligenza artificiale hanno registrato rialzi molto importanti.
Ed è proprio questa divergenza che considero uno degli aspetti più interessanti della seduta.
Dow -1,18%: vendite molto più pesanti rispetto a Nasdaq e S&P 500
Il Dow Jones ha perso l’1,18%, quasi 630 punti, chiudendo a 52.786,07 punti.
Molto più contenute le perdite degli altri due principali indici.
L’S&P 500 ha ceduto lo 0,58%, terminando la giornata a 7.673,52 punti, mentre il NASDAQ è arretrato soltanto dello 0,32%, circa 85 punti, fino a 26.421,41.
Questa differenza non è casuale.
Quando il petrolio sale rapidamente e contemporaneamente aumentano le preoccupazioni per inflazione, rendimenti obbligazionari e tassi, il mercato tende a penalizzare in maniera diversa settori e società.
Ed è esattamente ciò che abbiamo visto.
Brent verso i 100 dollari e WTI vicino a 95: torna il problema energia
Uno dei principali fattori di pressione della giornata è stato il petrolio.
Il Brent si sta avvicinando alla soglia psicologica dei 100 dollari al barile, mentre il WTI è salito verso quota 95 dollari.
Il proseguimento delle ostilità tra Stati Uniti e Iran durante il weekend del Labor Day ha aumentato le preoccupazioni degli investitori sulle possibili conseguenze economiche del conflitto.
Il primo problema è naturalmente il costo dell’energia.
Ma il vero effetto che Wall Street teme è quello che può prodursi a cascata.
Petrolio più caro significa nuove pressioni inflazionistiche.
Inflazione più elevata può significare rendimenti obbligazionari più alti.
E rendimenti più alti possono aumentare la probabilità che la Federal Reserve sia costretta a mantenere una politica monetaria più restrittiva.
È una catena che il mercato conosce molto bene e alla quale, soprattutto in questa fase, reagisce rapidamente.
Il mercato assegna circa il 60% di probabilità a un rialzo dei tassi
Gli investitori stanno già incorporando questo nuovo rischio nelle aspettative sulla Federal Reserve.
Secondo il CME FedWatch Tool, il mercato attribuisce attualmente circa il 60% di probabilità a un aumento dei tassi già nella prossima riunione.
È significativo ricordare quanto rapidamente sia cambiato questo scenario.
Soltanto pochi giorni fa, dopo le dichiarazioni più prudenti di Christopher Waller, le probabilità erano scese verso una situazione vicina al 50/50.
Poi sono arrivati dati più forti sul mercato del lavoro.
Adesso sale il petrolio.
E ancora una volta le aspettative si modificano.
Questo dimostra quanto il mercato continui a essere estremamente dipendente dai dati.
PPI e CPI: arrivano i numeri che possono decidere la prossima mossa della Fed
L’attenzione si sposta quindi sui prossimi dati sull’inflazione.
Il PPI, l’indice dei prezzi alla produzione, arriverà giovedì.
Venerdì sarà invece la volta del CPI, l’indice dei prezzi al consumo.
Saranno dati particolarmente importanti perché rappresentano gli ultimi grandi indicatori sull’inflazione prima dell’annuncio del FOMC previsto per il 16 settembre.
Le aspettative, però, non raccontano una storia completamente uniforme.
Per il PPI si prevede che l’inflazione complessiva salga al 5,3% su base annua, rispetto al 4,7% del mese precedente.
Anche il dato core, esclusi alimentari ed energia, dovrebbe accelerare al 4,6%, dal precedente 4,2%.
Sul fronte CPI, invece, lo scenario appare leggermente diverso.
L’inflazione complessiva è prevista al 3,4% su base annua, invariata rispetto al mese precedente, mentre il dato core dovrebbe scendere leggermente al 2,4%, rispetto al precedente 2,5%.
Sono proprio queste differenze che renderanno particolarmente interessante l’interpretazione dei dati.
Il problema non è soltanto il numero: è quello che la Fed leggerà dietro il numero
In questo momento credo sia importante evitare un errore molto comune: guardare soltanto se il dato sarà superiore o inferiore alle aspettative.
Il mercato cercherà soprattutto di capire se le pressioni inflazionistiche stanno realmente tornando oppure se l’aumento del petrolio rappresenta ancora un fenomeno gestibile.
Un PPI forte potrebbe riaccendere immediatamente le preoccupazioni.
Un CPI più moderato, invece, potrebbe offrire alla Fed maggiore spazio per attendere.
Ma se entrambi dovessero sorprendere al rialzo, il mercato potrebbe iniziare a considerare molto più concretamente un nuovo aumento dei tassi.
Ed è per questo che le prossime due sedute potrebbero diventare molto più importanti della giornata negativa che abbiamo appena visto.
Ma sotto la superficie l’intelligenza artificiale continua a correre
Ed eccoci alla parte che considero forse più interessante dell’intera seduta.
Mentre il Dow perdeva oltre l’1%, numerosi titoli legati all’intelligenza artificiale hanno registrato rialzi molto importanti.
Intel (INTC) è salita del 9%.
AMD (AMD) ha guadagnato il 5,9%.
CoreWeave (CRWV) è balzata dell’11,7%.
Qualcomm (QCOM) ha guadagnato il 3,2%.
Broadcom (AVGO) è salita del 3%.
E diversi altri titoli collegati all’ecosistema AI hanno seguito lo stesso movimento.
È un segnale che non ignorerei.
Il nuovo modello di OpenAI riaccende l’interesse per l’intera filiera AI
Secondo le informazioni riportate nel materiale che sto analizzando, il settore è stato sostenuto dalla presentazione da parte di OpenAI del nuovo modello frontier GPT-6 Astra.
Durante la presentazione sarebbe stato indicato che il processo di addestramento ha utilizzato oltre 100.000 GPU presso il principale data center Stargate in Texas.
Al di là delle valutazioni più speculative sul livello di capacità raggiunto dal nuovo modello, il punto che considero economicamente interessante è un altro.
Ogni nuova generazione di intelligenza artificiale richiede quantità enormi di capacità computazionale, chip, memoria, networking, data center ed energia.
Ed è per questo che la crescita dell’AI non riguarda soltanto il produttore del modello.
Coinvolge un’intera catena di aziende.
Ed è proprio lungo questa catena che continuo a cercare opportunità.
Due mercati nella stessa giornata
La seduta di martedì ci ha mostrato quasi due mercati differenti.
Da una parte abbiamo avuto il Dow in forte difficoltà, il petrolio vicino a nuovi livelli critici e il ritorno delle preoccupazioni sull’inflazione.
Dall’altra abbiamo visto alcuni titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale salire tra il 3% e quasi il 12%.
Questo è esattamente il motivo per cui continuo a ripetere che, in questa fase, guardare soltanto gli indici può raccontare una parte molto incompleta della storia.
Il mercato generale può essere debole.
Ma alcune società possono avere catalizzatori talmente forti da muoversi completamente controcorrente.
Apple sotto i riflettori
La prossima seduta avrà inoltre un altro protagonista importante: Apple (AAPL).
La società presenterà un nuovo iPhone durante l’evento denominato “Surprise and Shine”.
Secondo le informazioni disponibili nel materiale di partenza, l’evento dovrebbe assumere particolare rilevanza perché rappresenterebbe il primo grande lancio di prodotto sotto la guida del nuovo CEO John Ternus e dovrebbe comprendere anche il debutto dell’atteso iPhone pieghevole.
Il mercato osserverà naturalmente il prodotto.
Ma credo sarà altrettanto interessante osservare la reazione degli investitori.
Apple rimane infatti una società con un peso enorme sugli indici e qualunque sorpresa positiva o negativa può avere conseguenze che vanno ben oltre il singolo titolo.
Il mio punto di vista
La seduta negativa non cambia, per il momento, la mia lettura generale del mercato.
Ma aumenta il livello di attenzione.
Il petrolio vicino ai 100 dollari rappresenta una variabile che non può essere sottovalutata perché rischia di riaccendere proprio quel problema che la Federal Reserve sta cercando da tempo di riportare sotto controllo: l’inflazione.
Per questo ritengo che PPI e CPI abbiano adesso un'importanza ancora maggiore.
La situazione può cambiare rapidamente.
Un’inflazione più debole delle attese potrebbe ridurre nuovamente le probabilità di un rialzo e dare immediatamente sollievo ai mercati.
Un dato superiore alle aspettative, accompagnato da petrolio ancora in crescita, potrebbe invece rendere lo scenario decisamente più complicato.
Ma c’è un altro elemento che considero fondamentale.
Il Nasdaq ha perso soltanto lo 0,32% in una giornata nella quale il Dow ha ceduto oltre l’1%.
E contemporaneamente numerosi titoli AI hanno realizzato rialzi molto importanti.
Questo significa che gli investitori non stanno semplicemente abbandonando il rischio.
Stanno selezionando.
Ed è una differenza enorme.
L’opinione di Marco Bernasconi
Se guardassi soltanto il Dow, potrei raccontare una giornata decisamente negativa.
Se guardassi Intel, AMD, CoreWeave, Qualcomm o Broadcom, potrei raccontare invece una giornata estremamente positiva.
Qual è la fotografia corretta?
Entrambe.
Ed è esattamente questa la caratteristica del mercato attuale.
Il rischio macroeconomico è reale: petrolio, Iran, inflazione, rendimenti e Federal Reserve possono creare volatilità.
Ma sotto questa superficie continuano a esserci temi strutturali che attirano enormi quantità di capitale.
L’intelligenza artificiale rimane certamente uno di questi.
Per questo continuo a pensare che la strategia migliore non sia cercare di prevedere ogni giorno se il Dow salirà o scenderà dello 0,5%.
Preferisco chiedermi:
quali aziende stanno beneficiando di cambiamenti strutturali abbastanza importanti da poter continuare a crescere anche quando il mercato generale diventa più difficile?
È questa la domanda che guida gran parte del mio lavoro di selezione.
E proprio per questo, anche in una giornata negativa per Wall Street, continuo a cercare aziende, settori e temi nei quali il mercato potrebbe non avere ancora riconosciuto completamente il potenziale.
Dall’analisi del mercato alla selezione delle opportunità
Ed è da qui che passo dall’analisi generale del mercato alla selezione concreta delle opportunità.
Non significa acquistare tutto ciò che sale.
Significa cercare poche idee nelle quali fondamentali, crescita, aspettative e catalizzatori possano creare, secondo la mia analisi, un rapporto interessante tra rischio e opportunità.
1. TITOLO DEL GIORNO — 9 SETTEMBRE
Il mio Titolo del Giorno è la singola società che, secondo la mia analisi, presenta in questo momento una delle combinazioni più interessanti tra qualità, crescita, valutazione e potenziale futuro.
La selezione di oggi nasce proprio da uno dei grandi temi affrontati in questa analisi: l’enorme quantità di energia e infrastrutture necessarie per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale.
Tutti guardano all’AI. Io oggi ho guardato a qualcosa senza cui l’AI non può funzionare: l’energia.
Ho individuato una società il cui business continua a migliorare mentre il titolo ha attraversato una correzione. È proprio questa divergenza ad aver attirato la mia attenzione.
→ Scopri il Titolo del Giorno del 9 settembre: “L’intelligenza artificiale non funziona senza questa società”
2. TOP 5 — Le 5 migliori azioni per i prossimi 30 giorni
Con TOP 5 seleziono le cinque società che considero più interessanti per i successivi 30 giorni.
Cerco situazioni nelle quali fondamentali, crescita degli utili, revisioni positive delle stime, momentum e catalizzatori di breve periodo possano creare un rapporto rischio/opportunità particolarmente interessante.
È una strategia più aggressiva e con un orizzonte temporale preciso: cinque titoli, circa 30 giorni e un nuovo portafoglio ogni mese.
→ Scopri TOP 5 — Le 5 migliori azioni per i prossimi 30 giorni — Settembre 2026
3. BEST 5 — Migliori azioni aurifere da acquistare a settembre 2026
Accanto alla tecnologia e all’intelligenza artificiale esistono altri grandi temi che sto seguendo con particolare attenzione.
Uno di questi è l’oro.
La mia scelta, però, non è stata semplicemente quella di acquistare direttamente il metallo.
Ho cercato invece le società che potrebbero beneficiare maggiormente di una fase positiva dell’oro, sfruttando anche quella leva operativa che può trasformare l’aumento del prezzo del metallo in una crescita proporzionalmente superiore di margini e utili.
Da questa ricerca è nato il mio nuovo BEST 5 – Migliori azioni aurifere da acquistare a settembre 2026.
Ho selezionato cinque società differenti, costruendo una selezione tematica con caratteristiche, profili di rischio e catalizzatori diversi.
Perché anche quando individuo un grande tema di investimento, il mio lavoro non termina nel momento in cui scelgo il settore.
È proprio lì che comincia la parte più importante: selezionare le società che considero meglio posizionate per trasformare quel tema in un’opportunità concreta.
→ Scopri BEST 5 — Migliori azioni aurifere da acquistare a settembre 2026
Tre strumenti, tre modi diversi di cercare opportunità
Titolo del Giorno per concentrarmi ogni volta su una singola società selezionata.
TOP 5 per individuare cinque opportunità con un orizzonte temporale di circa 30 giorni.
BEST 5 per trasformare un grande tema di investimento in una selezione concreta di cinque società.
Tre strumenti differenti, tre orizzonti e logiche diverse, ma un unico principio:
non acquistare semplicemente perché il mercato sta salendo, ma selezionare ciò che ritengo abbia le migliori ragioni per continuare a farlo.
Marco Bernasconi
Founder & Chief Investment Strategist
Marco Bernasconi Trading
www.marcobernasconitrading.com
Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell’autore e hanno finalità esclusivamente informative. Non costituiscono una raccomandazione personalizzata di investimento né una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale investito.