Wall Street chiude una prima settimana di settembre incerta: il lavoro sorprende, tornano i timori sui tassi

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Wall Street chiude una prima settimana di settembre incerta: il lavoro sorprende, tornano i timori sui tassi



Settembre è iniziato esattamente come molti investitori potevano aspettarsi: con volatilità, cambi repentini di sentiment e una Federal Reserve che continua a condizionare ogni movimento del mercato.



Venerdì Wall Street ha chiuso leggermente in ribasso dopo la pubblicazione di un rapporto sul mercato del lavoro americano decisamente più forte delle attese.



Paradossalmente, una buona notizia per l’economia è diventata una notizia meno positiva per i mercati.



Il motivo è semplice: un mercato del lavoro ancora molto solido offre alla Federal Reserve maggiore spazio per mantenere una politica monetaria restrittiva e, se necessario, aumentare nuovamente i tassi di interesse.



E così, nel giro di appena ventiquattro ore, il mercato è passato dall’ottimismo generato dalle parole più prudenti di Christopher Waller a interrogarsi nuovamente sulla possibilità di un rialzo già nella prossima riunione.



Nasdaq e S&P 500 arretrano, ma salvano la settimana



Il NASDAQ ha perso lo 0,29%, circa 77 punti, chiudendo a 26.506,99 punti.



L’S&P 500 ha ceduto lo 0,38%, terminando la seduta a 7.718,60 punti.



Il Dow Jones ha registrato il calo più marcato dei tre principali indici, arretrando dello 0,51%, circa 271 punti, fino a 53.414,25.



Nonostante la seduta negativa, NASDAQ e S&P 500 sono riusciti a salvare la prima settimana di settembre: il primo ha guadagnato circa lo 0,4%, mentre il secondo ha chiuso con un progresso vicino allo 0,1%.



Il Dow Jones, invece, ha terminato la settimana in calo dello 0,3%.



Non è certamente un risultato spettacolare, ma considerando la reputazione storicamente difficile di settembre, aver concluso la prima settimana con due indici su tre ancora leggermente positivi rappresenta comunque un dato da osservare.



162.000 nuovi posti di lavoro: tre volte le attese



Il vero protagonista della seduta è stato però il mercato del lavoro.



L’economia americana ha creato 162.000 nuovi posti di lavoro ad agosto, contro aspettative per un aumento di poco superiore a 50.000.



Praticamente tre volte quanto previsto.



Il dato assume ancora maggiore rilevanza se confrontato con la sorprendente perdita di 23.000 posti di lavoro registrata il mese precedente.



Ed è proprio questo cambiamento ad aver modificato nuovamente le aspettative degli investitori sulla Federal Reserve.



Solo giovedì, il governatore Christopher Waller aveva aperto alla possibilità di mantenere invariati i tassi nella riunione di settembre.



Le sue dichiarazioni avevano contribuito a portare le probabilità di un nuovo rialzo verso una situazione vicina al 50/50, secondo il CME FedWatch Tool.



Ventiquattro ore dopo, lo scenario era già cambiato.



Dopo i dati sull’occupazione, la probabilità attribuita dal mercato a un rialzo è salita a quasi il 60%.



Che differenza può fare un solo dato macroeconomico.



Perché un buon dato sull’occupazione può preoccupare Wall Street



Questo apparente paradosso merita di essere spiegato.



Un mercato del lavoro forte è normalmente una buona notizia: significa occupazione, redditi, consumi e un’economia che continua a crescere.



Ma in questa particolare fase del ciclo economico esiste anche l’altra faccia della medaglia.



Più l’economia dimostra di poter sopportare condizioni finanziarie restrittive, minore diventa l’urgenza della Fed di allentare la propria politica monetaria.



E se contemporaneamente l’inflazione rimane sopra l’obiettivo del 2%, il rischio di un ulteriore rialzo dei tassi torna inevitabilmente sul tavolo.



È questo equilibrio che Wall Street sta cercando di interpretare.



Il mercato vorrebbe un'economia abbastanza forte da evitare una recessione, ma non così forte da costringere la Fed a intervenire ancora.



Una linea molto sottile.



Adesso la vera partita si sposta sull’inflazione



Il rapporto sull’occupazione è importante, ma non credo rappresenti ancora il dato definitivo per la prossima decisione della Federal Reserve.



La Fed rimane particolarmente concentrata sull’inflazione.



Per questo i prossimi dati sui prezzi saranno probabilmente ancora più importanti.



Il mercato guarderà prima al PPI, l’indice dei prezzi alla produzione, e successivamente al CPI, l’indice dei prezzi al consumo.



Quest’ultimo, in particolare, potrebbe diventare uno dei dati macroeconomici più importanti del mese.



Nell’ultima rilevazione, il CPI principale era aumentato dello 0,1% su base mensile e del 3,4% su base annua, mentre l’inflazione core era cresciuta rispettivamente dello 0,2% e del 2,5%.



Numeri sostanzialmente in linea con le aspettative, ma che continuano a evidenziare il problema centrale: l’inflazione rimane sopra l’obiettivo del 2% della Federal Reserve.



Ed è questo che continua a rendere estremamente delicata ogni decisione sui tassi.



Il mio punto di vista



La prima settimana di settembre ci ha già mostrato quale potrebbe essere il tema dominante del mese.



Non credo che il problema sia stabilire se una singola seduta sia positiva o negativa.



Il vero problema è che le aspettative sui tassi possono cambiare radicalmente nell’arco di ventiquattro ore.



Giovedì il mercato festeggiava le parole più prudenti di Waller e il calo dei rendimenti.



Venerdì un rapporto sull’occupazione molto più forte delle attese ha immediatamente rimesso in discussione quella lettura.



Questo mi porta a mantenere un atteggiamento selettivo.



Non vedo, almeno per il momento, un motivo per trasformare una normale fase di volatilità in una visione strutturalmente negativa del mercato. Ma allo stesso tempo non considero opportuno ignorare il rischio rappresentato da rendimenti e politica monetaria.



La variabile chiave rimane il costo del denaro.



Ed è per questo che i prossimi dati sull’inflazione potrebbero avere un peso molto superiore alle oscillazioni quotidiane degli indici.



L’opinione di Marco Bernasconi



C’è un concetto che credo sia particolarmente importante in questo momento: una buona economia non significa automaticamente una buona Borsa nel brevissimo periodo.



162.000 nuovi posti di lavoro sono una notizia positiva per l’economia americana.



Ma il mercato non valuta soltanto ciò che accade oggi. Cerca continuamente di anticipare ciò che la Federal Reserve farà domani.



Ed è qui che nasce la volatilità.



Se i prossimi dati mostreranno un’inflazione in rallentamento, la forza del mercato del lavoro potrebbe essere interpretata come lo scenario ideale: economia resiliente e minore necessità di ulteriori strette monetarie.



Se invece l’inflazione dovesse sorprendere nuovamente al rialzo, la combinazione tra occupazione forte e prezzi ancora elevati potrebbe rendere molto più concreta la possibilità di un nuovo aumento dei tassi.



Per questo non voglio cercare di indovinare oggi quale sarà la prossima decisione della Fed.



Preferisco concentrarmi su ciò che posso selezionare: aziende, fondamentali, crescita, valutazioni e catalizzatori.



Perché anche quando gli indici diventano incerti, sotto la superficie continuano a esserci società che possono creare opportunità.



Ed è proprio da qui che passo dall’analisi generale del mercato alla selezione concreta delle opportunità.






Dall’analisi del mercato alla selezione delle opportunità



Non significa acquistare tutto ciò che si muove.



Al contrario, in una fase come questa preferisco concentrare l’attenzione su poche idee selezionate, costruite su orizzonti temporali differenti e con logiche di investimento diverse.






1. TITOLO DEL GIORNO



Il mio Titolo del Giorno è la singola società che, secondo la mia analisi, presenta in questo momento una delle combinazioni più interessanti tra qualità, crescita, valutazione e potenziale futuro.



È uno strumento pensato per chi vuole concentrarsi su una singola opportunità selezionata, individuata attraverso l’analisi dei fondamentali, delle aspettative e dei possibili catalizzatori.





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2. TOP 5 — Le 5 migliori azioni per i prossimi 30 giorni



Con TOP 5 seleziono le 5 società che considero più interessanti per i successivi 30 giorni.



Cerco situazioni nelle quali fondamentali, momentum, aspettative, risultati societari e catalizzatori di breve periodo possano creare un rapporto rischio/opportunità particolarmente interessante.



La prima settimana di settembre dimostra già perché un approccio selettivo può diventare particolarmente importante quando gli indici si muovono rapidamente sulla base dei dati macroeconomici.



In questi momenti non mi interessa semplicemente stabilire se salirà o scenderà l’S&P 500.



Mi interessa capire quali società possano avere ragioni specifiche per comportarsi meglio del mercato.





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3. BEST 5 — Migliori azioni aurifere da acquistare a settembre 2026



L’oro è tornato protagonista sui mercati.



Ma questa volta la mia scelta non è stata quella di acquistare direttamente il metallo.



Ho cercato invece le società che potrebbero beneficiare maggiormente di una nuova fase positiva dell’oro, sfruttando anche quella leva operativa che può trasformare l’aumento del prezzo del metallo in una crescita proporzionalmente superiore di margini e utili.



Da questa ricerca è nato il mio nuovo Report Straordinario BEST 5 – Migliori azioni aurifere da acquistare a settembre 2026.



Ho selezionato 5 società differenti, dai produttori già operativi alle aziende con forte crescita attesa, fino a realtà più speculative impegnate nello sviluppo di importanti progetti minerari.



Non sto cercando di indovinare quale sarà la singola vincitrice.



Ho scelto invece di costruire una selezione di cinque opportunità con caratteristiche, profili di rischio e catalizzatori differenti, tutte accomunate dall’esposizione a uno dei temi che considero più interessanti di questa fase di mercato.



È anche questo, secondo me, il valore di una selezione tematica: non limitarsi a dire che un settore può essere interessante, ma cercare di capire quali società possano avere le migliori caratteristiche per trasformare quel tema in un’opportunità concreta di investimento.





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Tre strumenti, tre modi diversi di cercare opportunità



Titolo del Giorno per concentrarsi su una singola idea selezionata.



TOP 5 per individuare le cinque opportunità che considero più interessanti per i prossimi 30 giorni.



BEST 5 per investire su un grande tema attraverso cinque società accuratamente selezionate.



Tre strumenti differenti e tre approcci diversi, ma un unico principio:



non acquistare semplicemente perché il mercato sta salendo, ma selezionare ciò che ritengo abbia le migliori ragioni per continuare a farlo.







Marco Bernasconi

Founder & Chief Investment Strategist

Marco Bernasconi Trading





www.marcobernasconitrading.com






Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell’autore e hanno finalità esclusivamente informative. Non costituiscono una raccomandazione personalizzata di investimento né una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.




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