Perché il mercato rialzista potrebbe continuare fino al 2027: dietro Wall Street ci sono ancora due enormi motori di crescita

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Perché il mercato rialzista potrebbe continuare fino al 2027: dietro Wall Street ci sono ancora due enormi motori di crescita




Il mercato azionario americano continua a offrire agli investitori numerosi motivi per essere prudenti.




Le valutazioni restano elevate, i principali indici hanno già accumulato guadagni importanti,
gli investimenti nell’intelligenza artificiale stanno raggiungendo dimensioni straordinarie
e il deficit federale americano continua a mantenersi su livelli che normalmente assoceremmo
a fasi economiche molto differenti da quella attuale.




A tutto questo si aggiunge un elemento che considero importante nel breve periodo:
stiamo entrando nella fase stagionalmente più delicata di un anno caratterizzato
dalle elezioni di metà mandato
.




Eppure, se mettiamo per un momento da parte il rumore quotidiano e osserviamo ciò che realmente
sta alimentando economia e utili aziendali,
il quadro fondamentale rimane molto più solido di quanto queste preoccupazioni potrebbero suggerire.




A mio avviso esistono soprattutto due enormi flussi di liquidità
che continuano a sostenere questo ciclo: gli investimenti nell’intelligenza artificiale
e la politica fiscale espansiva degli Stati Uniti.




Ed è proprio da qui che dobbiamo partire.



Primo motore: la gigantesca corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale




Quello che sta accadendo nell’AI non riguarda più soltanto NVIDIA o qualche grande società tecnologica.




Stiamo assistendo alla costruzione di una vera e propria infrastruttura economica.




Le grandi aziende tecnologiche stanno investendo centinaia di miliardi di dollari in
data center, semiconduttori, server, networking, energia, sistemi di raffreddamento
e capacità di calcolo
.




Ed è questo il punto che ritengo più interessante.




Ogni dollaro investito da una grande società tecnologica diventa
ricavo per qualcun altro.




NVIDIA vende le GPU, ma quelle GPU devono essere installate all’interno di data center.
I data center hanno bisogno di server, reti, energia, terreni, costruzioni,
sistemi elettrici e raffreddamento.




Quello che inizialmente sembrava un boom concentrato sui semiconduttori sta quindi
progressivamente diventando un ciclo di investimenti molto più ampio.




È anche uno dei motivi per cui continuo a sostenere che le opportunità legate
all’intelligenza artificiale non vadano cercate esclusivamente tra i nomi più conosciuti.




Il mercato stesso sta iniziando a interrogarsi sulla sostenibilità di questa gigantesca spesa,
ma per il momento gli investimenti AI restano uno dei temi determinanti per Wall Street.



Secondo motore: Washington continua a immettere liquidità nell’economia




Il secondo grande motore è meno spettacolare, ma economicamente altrettanto importante.




È il deficit federale americano.




Secondo i dati alla base della mia analisi, il deficit statunitense per l’anno fiscale 2026
è previsto intorno a 1.900 miliardi di dollari, circa il 5,8% del PIL,
contro una media degli ultimi cinquant’anni vicina al 3,8%.




Naturalmente questo livello di deficit pone interrogativi importanti sul lungo periodo.




Debito, costo degli interessi e possibili pressioni inflazionistiche non possono essere ignorati.




Ma se vogliamo capire cosa sta sostenendo l’economia oggi,
dobbiamo riconoscere un fatto molto semplice: Washington sta immettendo nell’economia
più denaro di quanto ne stia prelevando attraverso la tassazione.




Abbiamo quindi contemporaneamente una gigantesca espansione infrastrutturale finanziata
dal settore privato e una politica fiscale fortemente espansiva.




Due enormi motori di domanda stanno funzionando nello stesso momento.




Ed è difficile ignorarne l’effetto sui ricavi e sugli utili delle aziende.



La vera buona notizia: gli utili si stanno allargando oltre le Big Tech




Questo, per me, è probabilmente uno degli aspetti più importanti dell’attuale mercato rialzista.




La crescita non riguarda più soltanto una manciata di società tecnologiche.




I dati utilizzati nella mia analisi mostrano una crescita degli utili molto forte
e una percentuale elevata di società capaci di superare le aspettative
sia sugli utili sia sui ricavi.




Questo allargamento è fondamentale.




Un mercato sostenuto esclusivamente da cinque o sei gigantesche società tecnologiche
sarebbe inevitabilmente più fragile.




Un mercato nel quale la crescita degli utili comincia invece a diffondersi tra
tecnologia, industria, energia, infrastrutture, servizi e altri settori
presenta fondamenta molto più interessanti.




Ed è proprio questa diffusione che continuerò a monitorare.



Attenzione però: rialzista non significa senza correzioni




Essere costruttivi sul mercato non significa pensare che le azioni debbano salire ogni giorno.




Anzi.




Credo che nei prossimi mesi dobbiamo essere preparati anche alla possibilità
di una fase di volatilità significativa.




La storia degli anni delle elezioni di metà mandato suggerisce prudenza:
la fase che precede le elezioni può essere caratterizzata da maggiore volatilità,
seguita storicamente da performance decisamente migliori nei mesi successivi.




Per questo farei una distinzione molto importante:




una correzione non significa necessariamente la fine del mercato rialzista.




Se gli utili continueranno a crescere, gli investimenti nell’AI rimarranno elevati
e la liquidità continuerà a sostenere l’economia, un eventuale arretramento dei mercati
potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto diverso da una ragione per vendere.




Potrebbe diventare un’opportunità per acquistare aziende di qualità
a valutazioni migliori
.



Cosa potrebbe farmi cambiare idea




Ogni tesi d’investimento deve prevedere anche le condizioni che potrebbero renderla sbagliata.




Nel mio caso non cambierei opinione perché l’S&P 500 perde il 5%,
perché arriva una settimana negativa o perché improvvisamente torna di moda
la discussione sulla “bolla dell’intelligenza artificiale”.




Guarderei ai fondamentali.




Un forte rallentamento degli investimenti AI, revisioni persistenti al ribasso delle stime
sugli utili, condizioni creditizie significativamente più restrittive,
un indebolimento marcato dell’economia o un deterioramento sostanziale del mercato del lavoro
sarebbero invece segnali da prendere molto seriamente.




La distinzione è fondamentale:




non dobbiamo confondere un cambiamento della narrativa con un cambiamento dei fondamentali.






Il mio punto di vista




Continuo quindi a mantenere una visione costruttiva sul mercato americano.




Non perché pensi che non esistano rischi. Esistono, e alcuni sono importanti.




Ma quando osservo il quadro complessivo continuo a vedere
crescita degli utili, enormi investimenti tecnologici e una quantità considerevole
di liquidità che attraversa l’economia americana
.




La domanda che mi pongo ogni giorno non è quindi:
“Il mercato domani salirà o scenderà?”




La domanda è un’altra:




“Dove sta andando questa enorme quantità di denaro e quali aziende
ne beneficeranno maggiormente?”




Perché alla fine è proprio seguendo utili, investimenti e liquidità che possiamo cercare
di distinguere il rumore dalle vere opportunità.






L’opinione di Marco Bernasconi




Credo che in questa fase uno degli errori più facili sia lasciarsi impressionare
dalle dimensioni raggiunte dal mercato e concludere automaticamente
che il rialzo debba essere vicino alla fine.




Non funziona necessariamente così.




Un mercato rialzista termina quando vengono meno le condizioni che lo hanno alimentato,
non semplicemente perché è salito molto.




E oggi, osservando i dati a nostra disposizione,
non vedo ancora un deterioramento sufficiente dei grandi motori fondamentali
da farmi cambiare impostazione
.




Questo non significa che settembre, ottobre o i mesi precedenti alle elezioni saranno tranquilli.




Potrebbero essere esattamente il contrario.




Ma è proprio qui che entra in gioco il lavoro di selezione.




Se arriverà una correzione mentre gli utili continueranno a crescere
e gli investimenti rimarranno forti, io non guarderò soltanto
a quanto sarà sceso l’S&P 500.




Guarderò soprattutto a
quali aziende saranno state vendute più di quanto i loro fondamentali giustifichino.




Perché spesso le opportunità migliori non nascono quando tutto sembra perfetto.




Nascono quando prezzo e valore temporaneamente prendono due strade differenti.




Ed è proprio su questa idea che oggi voglio passare dall’analisi del mercato
alla selezione concreta delle opportunità.






TOP 5 — Le 5 migliori azioni per i prossimi 30 giorni




È proprio in momenti come questo che, secondo me, diventa ancora più importante
passare dall’analisi generale del mercato alla
selezione concreta dei singoli titoli.




Per questo ho appena pubblicato un nuovo Report Speciale:




TOP 5 — Le 5 migliori azioni per i prossimi 30 giorni.




Tra le opportunità che sto analizzando ho selezionato
5 società sulle quali vedo oggi una combinazione particolarmente interessante
di fondamentali, momentum, aspettative e potenziale di rivalutazione
,
con un orizzonte operativo di circa 30 giorni.




Il concetto è importante: non voglio semplicemente inseguire le azioni
che sono già salite di più.




Voglio cercare quelle situazioni nelle quali ritengo che
il mercato non abbia ancora espresso completamente il potenziale
che vedo nell’azienda
.




Nel report trovi nomi e ticker delle 5 azioni selezionate
e il ragionamento che mi ha portato a sceglierle proprio in questo momento.





Se condividi la mia lettura del mercato e vuoi sapere dove sto individuando oggi
le opportunità più interessanti per i prossimi 30 giorni,
questo è il report che ho preparato per te.





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Ed è qui che la mia analisi quotidiana lascia spazio alla
selezione delle opportunità.




Ogni giorno cerco di trasformare ciò che vedo sui mercati in idee concrete,
attraverso strumenti diversi per obiettivi e orizzonti temporali.



Titolo del Giorno




Il primo è il mio Titolo del Giorno: la singola società che,
secondo la mia analisi, presenta in quel momento una delle combinazioni più interessanti tra
qualità, crescita, valutazione e potenziale futuro.





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Ma la ricerca non si ferma al singolo titolo.



Oltre il Bitcoin




Con Oltre il Bitcoin guardo invece al mondo blockchain,
crypto e alle infrastrutture collegate attraverso società quotate,
senza acquistare direttamente criptovalute.





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I 12 Report di Marco Bernasconi




Con la collana I 12 Report di Marco Bernasconi
approfondisco invece periodicamente aziende, temi e opportunità che ritengo
meritino un’analisi più ampia e una prospettiva di investimento più lunga.





→ Scopri I 12 Report di Marco Bernasconi



Report Speciali




A questi si aggiungono i miei Report Speciali,
dedicati alle grandi trasformazioni che, a mio giudizio,
possono generare nuove opportunità.



INVESTIRE CON ELON MUSK



Ti indico i 6 titoli per investire nel suo impero tecnologico




Elon Musk ha costruito uno degli ecosistemi tecnologici e imprenditoriali
più straordinari del nostro tempo. Ma investire nel suo futuro, secondo me,
non significa semplicemente acquistare Tesla.




Ho cercato quindi società e strumenti che permettono di investire
dentro e intorno all’ecosistema Musk:
spazio, intelligenza artificiale, robotica, semiconduttori,
infrastrutture e aziende private.




Nel report rivelo le 6 top azioni che ho deciso di acquistare,
spiegando tesi, numeri, catalizzatori, rischi e soprattutto
perché ho deciso di acquistarle proprio adesso.




Non investire soltanto in Elon Musk.

Investire anche intorno a Elon Musk.





→ Scopri il Report Speciale “Investire con Elon Musk”







Strumenti differenti, ma costruiti intorno allo stesso principio
che guida il mio lavoro:





non cercare semplicemente ciò di cui il mercato sta parlando oggi,

ma provare a individuare dove potrebbe trovarsi il valore di domani.







Marco Bernasconi

Founder & Chief Investment Strategist

Marco Bernasconi Trading






Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell’autore e hanno finalità
esclusivamente informative. Non costituiscono una raccomandazione personalizzata
di investimento né una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.





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