NASDAQ -1,25%: L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE TREMA, MA WALL STREET STA ESAGERANDO?
9 OTTOBRE
L'intelligenza artificiale ha trascinato Wall Street al ribasso.
E questa volta il movimento è stato particolarmente evidente.
Dopo settimane nelle quali i grandi titoli tecnologici
avevano sostenuto la corsa verso nuovi massimi storici,
ieri sono stati proprio molti dei protagonisti
del settore AI a guidare le vendite.
NASDAQ -1,25%.
NVIDIA -2,9%.
ARM -6,5%.
MICRON -4,8%.
Ma la domanda che mi pongo oggi
non riguarda soltanto l'entità dei ribassi.
Voglio capire se gli investitori
stiano reagendo a un cambiamento reale
nelle prospettive dell'intelligenza artificiale
oppure se stiano semplicemente
ridimensionando aspettative diventate troppo elevate.
PERCHÉ UNA COSA È UNA CORREZIONE DI BORSA.
UN'ALTRA È LA FINE DI UN CICLO DI CRESCITA.
WALL STREET: IL NASDAQ PERDE OLTRE 340 PUNTI
La seduta di ieri ha riportato
i principali indici americani
lontano dai massimi raggiunti martedì.
Ecco i risultati di chiusura:
NASDAQ: -1,25% A 27.193,34
S&P 500: -0,47% A 7.765,36
DOW JONES: +0,10% A 51.231,64
Il Nasdaq ha perso circa 345 punti.
L'S&P 500 ha registrato
la seconda seduta consecutiva di ribasso.
Il Dow Jones, invece,
è riuscito a chiudere leggermente positivo,
guadagnando quasi 52 punti.
Questa differenza è importante.
Non abbiamo assistito
a una vendita indiscriminata
di tutte le azioni americane.
La pressione si è concentrata soprattutto
sui titoli maggiormente esposti
al tema dell'intelligenza artificiale.
NON È SCESA TUTTA WALL STREET
NELLO STESSO MODO.
È STATA COLPITA SOPRATTUTTO
LA LEADERSHIP TECNOLOGICA.
OPENAI: LA NOTIZIA CHE HA INNESCATO LE VENDITE
A scuotere il mercato
è stata una notizia riguardante OpenAI,
una delle società simbolo
della rivoluzione dell'intelligenza artificiale.
Secondo quanto riportato
dal Financial Times,
i ricavi annualizzati di OpenAI
sarebbero vicini ai 50 miliardi di dollari,
contro i circa 70 miliardi
precedentemente indicati
nelle informazioni circolate tra gli investitori.
Una differenza di circa
20 miliardi di dollari.
Secondo le ricostruzioni pubblicate,
la discrepanza deriverebbe
dai differenti criteri utilizzati
per confrontare i ricavi annualizzati
di OpenAI e Anthropic,
in particolare nel trattamento
delle vendite attraverso i partner cloud.
È una distinzione fondamentale.
Perché una differenza
nel metodo di calcolo dei ricavi
non equivale necessariamente
a un calo della domanda.
Ma il mercato ha reagito
come se la notizia potesse mettere in discussione
una parte delle aspettative
costruite intorno all'intero settore.
QUANDO LE ASPETTATIVE SONO ENORMI,
ANCHE UNA DIFFERENZA CONTABILE
PUÒ DIVENTARE UN PROBLEMA DI FIDUCIA.
OpenAI non è quotata in Borsa.
Eppure il suo peso nell'ecosistema
dell'intelligenza artificiale
è tale da influenzare
molte società quotate.
È esattamente ciò che abbiamo visto ieri.
I GRANDI TITOLI AI FINISCONO SOTTO PRESSIONE
Le vendite hanno interessato
numerose società collegate
alla filiera dell'intelligenza artificiale.
ARM HOLDINGS: -6,5%
ORACLE: -5,5%
INTEL: -5,3%
MICRON: -4,8%
AMD: -3,9%
MARVELL: -3,5%
NVIDIA: -2,9%
Non stiamo parlando
di un solo segmento del mercato.
Sono stati coinvolti
progettisti di semiconduttori,
produttori di chip,
fornitori di memoria
e società legate alle infrastrutture tecnologiche.
Questo ci dice che la notizia
è stata interpretata dagli investitori
come un possibile rischio
per l'intero ecosistema AI.
Ma proprio qui dobbiamo fare attenzione.
Il fatto che molti titoli scendano insieme
non significa che tutte queste società
abbiano improvvisamente
le stesse prospettive.
Ognuna presenta
un modello di business differente,
una diversa struttura dei margini
e una propria esposizione
alla domanda di intelligenza artificiale.
IL MERCATO PUÒ VENDERE UN SETTORE IN BLOCCO.
IO PREFERISCO ANALIZZARE LE AZIENDE
UNA ALLA VOLTA.
IL VERO RISCHIO: ASPETTATIVE TROPPO ELEVATE?
Da tempo sostengo
che l'intelligenza artificiale
rappresenti una trasformazione
di grande importanza economica.
Ma questo non significa
che qualsiasi investimento collegato all'AI
sia automaticamente interessante.
Le società stanno impegnando
capitali enormi
per costruire data center,
sviluppare modelli,
acquistare semiconduttori
e potenziare le infrastrutture.
Gli investitori, naturalmente,
si aspettano che questi investimenti
producano ricavi e utili crescenti.
Ed è proprio qui
che nasce il rischio.
Se le aspettative crescono
più velocemente dei risultati,
anche una notizia relativamente circoscritta
può provocare una correzione significativa.
NON BASTA CHE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
CAMBI IL MONDO.
BISOGNA CAPIRE QUALI AZIENDE
RIUSCIRANNO A TRASFORMARE
QUESTO CAMBIAMENTO IN UTILI.
IL PETROLIO TORNA A SALIRE: UN ALTRO RISCHIO PER WALL STREET
La debolezza del settore tecnologico
non è stata l'unica preoccupazione
della giornata.
Anche il petrolio
ha registrato un forte rialzo.
Le tensioni geopolitiche
e i timori di un possibile
attacco statunitense all'Iran
hanno contribuito
a sostenere i prezzi.
Successivamente,
le dichiarazioni del presidente Trump
sull'assenza di un attacco
prima delle elezioni di medio termine
hanno favorito
un parziale ridimensionamento dei rialzi.
Nonostante questo,
entrambi i principali riferimenti
del mercato petrolifero
hanno registrato aumenti superiori al 3%.
WTI: SOPRA 91 DOLLARI AL BARILE
BRENT: SOPRA 104 DOLLARI AL BARILE
Un petrolio persistentemente elevato
può alimentare pressioni inflazionistiche,
ridurre il potere d'acquisto
e complicare le decisioni
della Federal Reserve.
È quindi un elemento
che continuerò a seguire con attenzione.
L'AI MUOVE LE ASPETTATIVE DI CRESCITA.
IL PETROLIO PUÒ MUOVERE
LE ASPETTATIVE SULL'INFLAZIONE.
DAI TREASURY ARRIVA ALMENO UN SEGNALE DI SOLLIEVO
In una giornata dominata
dalle vendite tecnologiche
e dall'aumento del petrolio,
è arrivato almeno
un elemento favorevole.
I rendimenti dei titoli di Stato americani
sono diminuiti
dopo una forte domanda
in un'asta obbligazionaria.
Il calo dei rendimenti
può ridurre parte della pressione
sulle valutazioni azionarie,
soprattutto su quelle
delle società a maggiore crescita attesa.
Non è sufficiente, da solo,
a garantire un recupero del mercato.
Ma è un elemento positivo
in un contesto nel quale
il costo del capitale
rimane una variabile decisiva.
DOPO DUE GIORNI DI RIBASSI, LA SETTIMANA È ANCORA POSITIVA
C'è un ultimo dato
che merita attenzione.
Nonostante le ultime due sedute negative,
i principali indici americani
si presentano alla giornata di oggi
con bilanci settimanali
ancora leggermente positivi.
Il Nasdaq conserva
un progresso di appena pochi punti.
L'S&P 500 è in rialzo
di circa lo 0,5%.
Il Dow Jones registra
un guadagno di circa lo 0,1%.
Questo significa che la correzione
ha cancellato buona parte
dei rialzi iniziali della settimana,
ma non li ha ancora annullati completamente.
La seduta di oggi
potrebbe quindi essere importante
per valutare la capacità del mercato
di stabilizzarsi.
IL MIO PUNTO DI VISTA
La reazione del mercato
alla notizia su OpenAI
mi sembra potenzialmente eccessiva.
E voglio spiegare perché.
Una differenza nei ricavi annualizzati,
se effettivamente legata
a criteri di contabilizzazione e confronto,
non dimostra automaticamente
che la domanda di intelligenza artificiale
stia rallentando.
Inoltre, il settore AI
sta diventando sempre più competitivo.
Nuovi operatori,
nuovi modelli
e nuove piattaforme
possono modificare
la distribuzione dei ricavi
tra le singole società.
Ma una maggiore concorrenza
non significa necessariamente
una diminuzione
della domanda complessiva.
Naturalmente,
questa è un'interpretazione
che dovrà essere confermata
dai prossimi risultati aziendali.
Per questo non considero
il ribasso di ieri
una prova della fine
del ciclo dell'intelligenza artificiale.
Lo considero piuttosto
un richiamo alla disciplina.
UNA NOTIZIA NEGATIVA
PUÒ FAR SCENDERE UN INTERO SETTORE.
MA NON SEMPRE CAMBIA
IL VALORE DELLE AZIENDE
CHE NE FANNO PARTE.
Se Wall Street riuscirà
a stabilizzarsi nella seduta di oggi,
potremmo assistere
a un recupero parziale
delle perdite recenti.
Non sarebbe però una certezza,
né un motivo sufficiente
per acquistare indiscriminatamente
tutti i titoli AI.
Il mio lavoro rimane quello
di individuare le società
nelle quali crescita degli utili,
valutazioni e prospettive
giustificano il rischio assunto.
NON CERCO DI INDOVINARE
IL PROSSIMO MOVIMENTO DEL NASDAQ.
CERCO DI CAPIRE QUALI AZIENDE
MERITANO DI ESSERE SEGUITE
ANCHE QUANDO IL MERCATO
DIVENTA NERVOSO.
Marco Bernasconi
LE TRE ANALISI CHE VOGLIO SEGNALARTI OGGI
Oggi voglio proporti tre approfondimenti
che affrontano tre domande fondamentali
per qualsiasi investitore.
Come organizzare il capitale?
Quali aziende meritano attenzione?
E soprattutto, quando è il momento di vendere?
TRE DOMANDE.
TRE ANALISI.
UN UNICO METODO DI INVESTIMENTO.
1. IL TUO CAPITALE STA LAVORANDO O STA ASPETTANDO?
È una domanda che ogni investitore
dovrebbe porsi.
Quante azioni possiedi
senza sapere esattamente
quando tornerai a utilizzare
il capitale investito?
Molti portafogli finiscono
per accumulare posizioni
acquistate in momenti diversi,
senza un vero calendario di gestione.
Il problema non è necessariamente
aver scelto aziende sbagliate.
Il problema è non aver organizzato
il capitale nel tempo.
Per questo ho costruito
il mio metodo 30 – 90 – 180.
TOP 5: 30 GIORNI. VELOCITÀ.
BEST 5: 90 GIORNI. OPPORTUNITÀ.
I 12 REPORT: 180 GIORNI. VALORE.
Tre strategie con orizzonti differenti,
ma una filosofia comune:
stabilire prima come impiegare
e quando ruotare il capitale.
Con TOP 5 il capitale destinato
alla strategia viene impiegato
in cinque titoli per circa 30 giorni.
Con BEST 5 viene suddiviso
in tre quote,
destinate progressivamente
alle selezioni mensili.
Con i 12 Report viene diviso
in sei quote,
seguendo una rotazione
di circa 180 giorni.
Ma nel nuovo approfondimento
spiego anche un altro aspetto
che considero particolarmente importante.
IL VALORE DI UN ABBONAMENTO
NON È SAPERE QUALI TITOLI
SONO GIÀ SALITI.
È CONOSCERE LE NUOVE SELEZIONI
QUANDO VENGONO PUBBLICATE.
E c'è anche un vantaggio economico:
per ciascuna collana annuale
che prevede questa formula,
12 report acquistati singolarmente
costerebbero 1.080 euro.
L'abbonamento annuale
alla singola collana costa invece
600 euro,
con un risparmio di
480 euro, oltre il 44%.
Un metodo di gestione
non elimina il rischio
e non garantisce guadagni.
Ma permette di avere
un programma preciso
anziché accumulare investimenti
senza una scadenza operativa.
NON BASTA TROVARE BUONE AZIONI.
BISOGNA SAPERE COME ORGANIZZARE
IL CAPITALE PER LE PROSSIME OPPORTUNITÀ.
→ Scopri la mia analisi: "Il tuo capitale sta lavorando o sta aspettando?"
2. TITOLO DEL GIORNO — 9 OTTOBRE
PETROLIO IN AUMENTO.
FLUSSO DI CASSA RECORD.
DIVIDENDO DEL 3,4%.
Mentre una parte di Wall Street
continua a concentrarsi
sull'intelligenza artificiale,
io sto osservando con attenzione
anche le opportunità
del settore energetico.
Nel Titolo del Giorno del 9 ottobre
ho selezionato una delle principali
società energetiche internazionali.
Una società che presenta
una combinazione interessante
di produzione crescente,
generazione di liquidità
e revisioni positive
delle aspettative sugli utili.
I numeri dell'ultimo trimestre
meritano attenzione.
FATTURATO: 70,1 MILIARDI DI DOLLARI
UTILE RETTIFICATO PER AZIONE: 6,06 DOLLARI
PRODUZIONE: 4,07 MILIONI DI BARILI EQUIVALENTI AL GIORNO
La produzione è cresciuta
di circa il 20%
rispetto all'anno precedente.
Ma il dato che considero
più interessante è un altro.
15,4 MILIARDI DI DOLLARI
DI FLUSSO DI CASSA LIBERO RETTIFICATO.
Un valore più che triplicato
rispetto ai 4,9 miliardi
dell'anno precedente.
Inoltre, negli ultimi 90 giorni,
la stima di consenso
sull'utile annuale per azione
è salita da 14,43 a 17,47 dollari.
REVISIONE DELLE STIME: CIRCA +21%
CRESCITA PREVISTA DEGLI UTILI: CIRCA +140%
RENDIMENTO DA DIVIDENDO INDICATO: 3,4%
Naturalmente si tratta
di stime e aspettative,
non di risultati garantiti.
Ma quando una società
aumenta la produzione,
genera molta liquidità
e vede migliorare
le previsioni degli analisti,
ritengo che meriti
un approfondimento.
NON GUARDO SOLTANTO
QUANTO SALE IL PETROLIO.
VOGLIO CAPIRE QUANTA LIQUIDITÀ
UN'AZIENDA RIESCE A GENERARE.
Il nome e il ticker della società
sono riservati al report completo.
→ Scopri il Titolo del Giorno del 9 ottobre: "Petrolio in aumento, flusso di cassa record"
3. IL PROBLEMA NON È COMPRARE UN'AZIONE.
È SAPERE QUANDO VENDERLA.
Acquistare un'azione
è spesso la parte più semplice.
La vera difficoltà
arriva successivamente.
Un titolo guadagna il 10%.
Conviene venderlo?
Un altro perde il 10%.
Bisogna aspettare?
E se una società rimane ferma
per sei mesi,
quanto tempo siamo disposti
a concederle ancora?
Queste domande diventano
molto più difficili
quando non abbiamo stabilito
in anticipo un piano.
Per questo considero
la gestione delle uscite
una parte fondamentale
del processo di investimento.
30 GIORNI.
90 GIORNI.
180 GIORNI.
Non sono promesse di rendimento.
Sono orizzonti operativi
che permettono di organizzare
le selezioni,
le scadenze
e il reinvestimento del capitale.
Con TOP 5,
dopo circa 30 giorni
si conclude il ciclo
e si registra il risultato complessivo.
Con BEST 5,
ogni selezione segue
un orizzonte di circa 90 giorni.
Con i 12 Report,
ogni quota di capitale
rimane investita
per circa 180 giorni.
Naturalmente condizioni straordinarie
possono richiedere
una rivalutazione anticipata del rischio.
Ma il principio rimane.
COMPRARE UN'AZIONE È UNA DECISIONE.
SAPERE QUANDO VENDERLA È UNA STRATEGIA.
→ Leggi la mia analisi: "Il problema non è comprare un'azione. È sapere quando venderla."
TRE ANALISI. UN UNICO PRINCIPIO.
Il tuo capitale sta lavorando o sta aspettando?
Per comprendere come organizzare
il capitale nel tempo.
Titolo del Giorno.
Per individuare aziende
nelle quali risultati,
revisioni degli utili
e prospettive
meritano attenzione.
Il problema non è comprare un'azione.
Per capire perché
una strategia di investimento
deve prevedere anche
una disciplina di uscita.
SELEZIONARE PRIMA.
ORGANIZZARE IL CAPITALE.
RISPETTARE IL TEMPO.
MISURARE I RISULTATI.
Perché non voglio limitarmi
a raccontare quali azioni
sarebbe stato conveniente
acquistare in passato.
Voglio condividere un metodo
che permetta di conoscere
le selezioni quando vengono pubblicate
e di valutarne successivamente
i risultati, positivi o negativi.
IL RISULTATO È IMPORTANTE.
MA È IL METODO CHE DEVE
ACCOMPAGNARCI NEL TEMPO.
Le informazioni hanno finalità informative
e non costituiscono consulenza finanziaria
personalizzata.
Le performance passate
non garantiscono risultati futuri.
Ogni investimento comporta rischi,
inclusa la possibile perdita del capitale.
Marco Bernasconi
Founder & Chief Investment Strategist
Marco Bernasconi Trading
www.marcobernasconitrading.com