Nessuno spirito festivo a Wall Street: il Rally di Babbo Natale perde slancio
Non c’è stato alcuno spirito festivo durante la sessione di lunedì, poiché i principali indici
sono rimasti in territorio negativo per tutta la giornata e hanno chiuso in ribasso
per la seconda sessione consecutiva, proprio durante quello che dovrebbe essere
il periodo del Rally di Babbo Natale.
Il Dow Jones è sceso dello 0,51%, pari a quasi 250 punti, chiudendo a 48.461,93,
mentre il Nasdaq ha perso lo 0,50%, circa 120 punti, a 23.474,35.
L’S&P 500 ha registrato un calo dello 0,35%, chiudendo a 6.905,74.
Si tratta di due sedute consecutive di perdite nel periodo ufficiale del Rally di Babbo Natale,
che comprende le ultime cinque sessioni dell’anno in corso e le prime due del nuovo.
Sia l’S&P 500 sia il Dow Jones avevano raggiunto massimi storici dopo una serie di
cinque giornate consecutive di rialzi fino a mercoledì.
Nonostante il leggero calo di venerdì, i principali indici avevano comunque chiuso
la scorsa settimana in territorio positivo, con guadagni superiori all’1% ciascuno.
A volte il mercato ama indurre gli investitori alla fuga per poi scuoterli,
ed è probabile che sia esattamente ciò che è accaduto oggi.
Tuttavia, potrebbe trattarsi semplicemente di una mancanza di interesse all’acquisto,
con una conclusione del 2025 destinata a essere più noiosa del previsto.
Mancano solo due sedute di contrattazione e, dopo la giornata di oggi,
tutto lascia pensare a una chiusura d’anno calma e irregolare.
A volte si verificano movimenti dettati dal panico, sia in acquisto sia in vendita,
ma al momento non si intravedono segnali in tal senso.
Quella in corso sarà un’altra settimana breve e probabilmente lenta,
con il mercato che resterà chiuso giovedì per Capodanno.
Tuttavia, un potenziale elemento di volatilità potrebbe arrivare già martedì,
con la pubblicazione dei verbali della riunione della Federal Reserve di dicembre.
I verbali potrebbero attirare particolare attenzione,
soprattutto considerando il clima sempre più acceso all’interno del FOMC,
diventato quasi una “soap opera” dopo i tagli dei tassi nelle ultime
tre riunioni consecutive.
Vale la pena ricordare che nella riunione del 10 dicembre la Fed ha ridotto
i tassi di un quarto di punto percentuale, come previsto,
ma non senza dissensi interni.
Nove dei dodici membri votanti si sono espressi a favore del taglio di 25 punti base,
due erano contrari a qualsiasi riduzione e uno avrebbe preferito
un taglio più consistente, pari a mezzo punto.
Il cosiddetto dot plot continua a indicare un taglio dei tassi di 25 punti base nel 2026,
invariato rispetto alle stime precedenti, e un ulteriore taglio nel 2027,
anch’esso in linea con le proiezioni passate.
Anche in questo caso, tuttavia, diversi membri del Comitato hanno delineato
un percorso alternativo, e i verbali potrebbero fornire indicazioni più chiare
sulle dinamiche interne e sulle prospettive future della politica monetaria.
🔹 Disclaimer di compliance
In base alle attuali normative (come il Regolamento Europeo MiFID II, le linee guida ESMA e la normativa Consob),
le mie analisi non sono in alcun modo da intendersi come sollecitazione all’investimento o consulenza personalizzata.
Il loro unico scopo è formativo, e hanno l’obiettivo di mostrare le mie personali tecniche, strategie e
motivazioni operative.
Non fornisco raccomandazioni operative, ma condivido ciò che faccio per i miei investimenti personali.
Su richiesta esplicita, posso farvi conoscere come opero e perché, sempre nell’ambito della formazione.
Qualsiasi decisione di investimento resta sotto la completa responsabilità del lettore.
Marco Bernasconi Trading – Contenuto a scopo informativo e formativo.
Contatti: info@marcobernasconitrading.com • Tel. +39 335 8120855