Indici contrastati, ma settimana ancora positiva in attesa del dato sul lavoro
Nella seduta di ieri i principali indici azionari statunitensi hanno mostrato ancora una volta andamenti contrastanti, ma restano tutti in territorio positivo per la prima settimana completa del 2026, in attesa della sessione di oggi.
Detto questo, il rapporto sulle buste paga non agricole in uscita domani mattina potrebbe rivelarsi determinante per l’esito finale della settimana.
Il Dow Jones è tornato in rialzo, guadagnando lo 0,55%, pari a circa 270 punti, e chiudendo a 49.266,11. A sostenere l’indice sono stati in particolare i titoli del settore difesa, dopo che il Presidente Trump ha indicato un bilancio per la difesa pari a 1.500 miliardi di dollari nel 2027, in netto aumento rispetto ai circa 900 miliardi previsti per il 2026.
Il rimbalzo arriva il giorno successivo al calo del comparto, innescato da precedenti dichiarazioni presidenziali che avevano ipotizzato la fine di dividendi e programmi di riacquisto di azioni proprie per le società della difesa.
L’S&P 500 ha chiuso sostanzialmente invariato, con un lieve progresso dello 0,01% a 6.921,46. Sia l’S&P 500 sia il Dow Jones avevano toccato massimi storici martedì, prima di arretrare nella seduta successiva.
La rotazione settoriale ha penalizzato il comparto tecnologico, portando il Nasdaq a scendere dello 0,44%, pari a circa 104 punti, a 23.480,02. Nonostante la debolezza del settore, Alphabet ha superato Apple, diventando la seconda società quotata al mondo per capitalizzazione, alle spalle di NVIDIA.
Parte dei flussi in uscita dalla tecnologia si è diretta verso le small cap, con il Russell 2000 in rialzo dell’1,1% e in chiusura su un nuovo massimo storico a 2.603,91.
Sul fronte macroeconomico, ieri sono arrivati nuovi dati sul mercato del lavoro, con l’attenzione ora tutta rivolta al rapporto sulle buste paga non agricole. Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione si sono attestate a 208.000, in lieve aumento rispetto alla settimana precedente ma inferiori alle attese di 210.000.
Inoltre, Challenger, Gray & Christmas ha riportato poco più di 35.500 licenziamenti, il livello più basso degli ultimi diciotto mesi, un segnale di ulteriore stabilizzazione del mercato del lavoro.
Tutto è quindi pronto per il primo rapporto “normale” sull’occupazione negli Stati Uniti dopo lo shutdown governativo. Le attese indicano attualmente la creazione di 73.000 nuovi posti di lavoro, in aumento rispetto ai 54.000 stimati a fine settimana scorsa.
L’ultimo dato disponibile, pubblicato in modo atipico a metà dicembre, aveva sorpreso positivamente con 64.000 nuovi occupati.
In termini settimanali, fino a giovedì il Dow Jones è in rialzo dell’1,8%, il Nasdaq guadagna circa l’1% e l’S&P 500 è in progresso dello 0,9% nei primi quattro giorni della settimana.
Oltre ai dati sull’occupazione, gli investitori guardano anche a possibili sviluppi sul fronte politico-giudiziario, con una potenziale decisione della Corte Suprema sui dazi presidenziali attesa proprio per oggi, un elemento che potrebbe aggiungere volatilità nel breve termine.
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