Dal sell-off al rimbalzo: il mercato torna sugli utili

Tol Communication Srl





Il rimbalzo prende forma mentre il mercato archivia il rumore geopolitico



Il rimbalzo prende forma mentre il mercato archivia il rumore geopolitico




Con il rumore sulla Groenlandia ormai passato in secondo piano, ieri le azioni hanno messo a segno una seconda seduta consecutiva di rialzi, riportando i principali indici a un passo dal recuperare interamente il brusco calo di martedì. Il cambio di tono sul fronte geopolitico ha permesso al mercato di tornare a concentrarsi su dinamiche più tradizionali, riducendo la pressione emotiva che aveva caratterizzato l’inizio della settimana.




Il NASDAQ ha guidato il movimento con un rialzo dello 0,91%, pari a circa 211 punti, chiudendo a 23.436,02. Il recupero è stato sostenuto da un rimbalzo generalizzato dei titoli del cosiddetto Mag 7, tutti in chiusura positiva. A distinguersi è stata Meta Platforms, in rialzo del 5,7% dopo una nota particolarmente costruttiva degli analisti, mentre Tesla ha guadagnato il 4,2% in seguito alla notizia della rimozione di alcuni dispositivi di sicurezza dai robotaxi ad Austin, elemento che il mercato ha interpretato come un segnale di avanzamento operativo.




Anche gli altri principali indici hanno partecipato al recupero. Il Dow Jones è salito dello 0,63%, pari a circa 306 punti, chiudendo a 49.384,01, mentre l’S&P 500 ha terminato la seduta in rialzo dello 0,55% a 6.913,35. Le small cap hanno continuato a mostrare una forza relativa significativa, con il Russell 2000 in aumento dello 0,76% a 2.718,77. Il rialzo di quasi il 10% da inizio anno resta impressionante, anche se tra gli investitori cresce il dibattito sulla sostenibilità di questo rally nel segmento delle capitalizzazioni più piccole.




Il sell-off di martedì era stato innescato dalle dichiarazioni del presidente Trump, che aveva minacciato l’introduzione di un dazio del 10% sui beni provenienti da otto Paesi della NATO a partire dal 1° febbraio, con un possibile incremento al 25% dal 1° giugno. Il successivo passo indietro, legato all’annuncio di un “quadro” di accordo sulla Groenlandia, ha però rapidamente riportato il mercato verso condizioni più normali. La questione potrebbe riemergere in futuro, ma per il momento il clima si è decisamente disteso, consentendo agli operatori di ridimensionare le preoccupazioni più immediate.




Sul fronte macroeconomico, è arrivato un rapporto PCE pubblicato in ritardo che ha mostrato un aumento del 2,8% sia per l’inflazione headline sia per quella core. Il dato resta superiore all’obiettivo del 2% della Federal Reserve, ma si è rivelato pienamente in linea con le attese del mercato. Inoltre, il PIL del terzo trimestre è stato rivisto al 4,4%, in accelerazione rispetto al 3,8% del trimestre precedente e leggermente al di sopra delle stime.




Nel complesso, questi numeri hanno rafforzato la narrativa di un’economia resiliente, sostenuta da una spesa dei consumatori ancora solida. Il quadro ha contribuito a migliorare il sentiment e ad allontanare, almeno temporaneamente, i timori di recessione. L’attenzione degli investitori resta tuttavia focalizzata sugli utili, sull’evoluzione dell’inflazione e sulle prossime mosse della Federal Reserve, ma il messaggio di fondo è che lo slancio economico sembra destinato a proseguire anche nel 2026.




Sul fronte societario, Netflix non ha fornito una spinta significativa al mercato dopo i risultati pubblicati martedì sera, e lo stesso vale per Intel. Il produttore di chip ha superato le stime di consenso sugli utili di oltre l’87%, con ricavi anch’essi superiori alle attese, ma le previsioni per il primo trimestre hanno deluso. Di conseguenza, il titolo Intel è sceso di oltre il 6% nelle contrattazioni after-hours, confermando ancora una volta come la guidance resti spesso il vero ago della bilancia per il mercato.




Guardando avanti, la prossima settimana segnerà un momento cruciale per la stagione degli utili nel comparto tecnologico. Sono attesi i risultati di Microsoft, Meta e Tesla, in calendario per mercoledì 28 gennaio, report che potrebbero fornire indicazioni più chiare sulla tenuta della crescita degli utili e sulle prospettive per il resto dell’anno.




È stata una settimana estremamente movimentata, una sorta di mini “Giorno della Liberazione” per i mercati. Uscire da una settimana breve ma ricca di eventi con segni positivi rappresenterebbe un’ulteriore dimostrazione della resilienza dell’attuale fase di mercato. Dopo il rally degli ultimi due giorni, non è uno scenario da escludere: al momento il Dow Jones è leggermente positivo sulla settimana, mentre S&P 500 e NASDAQ registrano perdite inferiori allo 0,5%.






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